Una società fantasma, con solo un dipendente e un solo indirizzo. Quello di un commercialista residente nella Valle dei Santi, in uno dei piccoli Comuni dei monti Aurunci. A guardarci dentro, a quella società senza sede e senza struttura, non c'era nulla. E questo non poteva sfuggire della Prefettura di Frosinone che proprio ieri mattina ha emesso un'altra interdittiva antimafia (la quarta in pochi mesi) nei confronti di una società fittizia, una scatola vuota appunto, che faceva soldi a palate per conto del gruppo legato a Michele Zagaria. Un nome che pesa, soprattutto perché gli appetiti dei Casalesi in zona non sono cosa nuova, più volte finiti nel mirino degli inquirenti pronti a bloccarli prima ancora che potessero diventare concreti.

La sorella di Michele, Elvira, vera reggente dopo l'arresto della "primula rossa" è stata di recente arrestata proprio in provincia di Frosinone (a Boville) dove, dalla villa in cui stava scontando i domiciliari, avrebbe accolto visite e fatto "fughe" da un'uscita segreta. Nel mirino della Prefettura, ora, un'azienda "dematerializzata" (in apparenza) ma in grado di vincere gare d'appalto pubbliche a troppi zeri, pur avendo un solo dipendente. E come unico recapito, quello di una cassetta postale appoggiata a un commercialista residente in un Comune della Valle dei Santi.

«In concreto, era una società di comodo per coprire altre imprese, riconducibile all'ambiente camorristico del clan di Michele Zagaria. Uno schermo all'illegalità» scrive la prefettura sulla sua pagina Facebook. «I proventi, quindi, erano destinati a questa famiglia dei Casalesi si legge ancora Per questo motivo nei giorni scorsi la Prefettura ha emesso un'altra interdittiva» sottolineando come in provincia «non vi sia traccia di un'economia camorrista». Gli interessi, però, sono evidenti. A raccontarlo le operazioni delle forze dell'ordine del territorio, spesso coordinate dall'Antimafia, nonché le precedenti interdittive della Prefettura (l'ultima a un'azienda di autonoleggio del Cassinate in estate). Gli accertamenti, soprattutto sulle gare d'appalto vinte, ora sono doverosi.