Un parco con tanti pericoli. Specialmente per i più piccoli. Sono i residenti di via Ludovico Camangi a protestare per le condizioni in cui versa il parco "Caduti di Nassiriya". Avrebbe dovuto essere un fazzoletto di terra ben curato, gradevole, dove i bambini potessero giocare all'aria aperta, invece è diventato un monumento al degrado, mal frequentato soprattutto di notte.

Siamo all'immediata periferia di Sora, a pochi metri dalle rotaie della linea ferroviaria Sora-Roccasecca.
Un quartiere popoloso, dove c'è anche l'asilo nido comunale. Un'aerea che ospita il monumento che ricorda il vile attentato di Nassiriya.

«Assistiamo alla pulizia del parco soltanto a ridosso della ricorrenza per i soldati italiani caduti in Iraq - si sfoga un anziano che abita vicino al parco - e poi abbandonano tutto. Qui ogni anno vengono autorità civili e militari, qualche volta anche la banda, il sindaco e gli amministratori sfilano per pochi metri, poi l'inno d'Italia, la benedizione del prete, le parole in ricordo delle vittime e tutti vanno via. Del parco si dimenticano subito dopo».

Da qui il suo invito al sindaco: «Invito De Donatis a farsi una passeggiata da queste parti oggi che ancora non è partita la pulizia di inizio novembre. Venga a vedere come sono ridotti i giochi per i bambini, impresentabili e pericolosi. Sicuramente lui non ci porterebbe i suoi figli a giocare, perché noi cittadini siamo lasciati in questo schifo? Addirittura, vicino a uno degli ingressi, da mesi a terra c'è un'insegna caduta forse per il vento; si è arrugginita, ma nessuno l'ha tolta. Evidentemente non interessa a nessuno venire a dare una sistemata qui.
Non c'è manutenzione delle panchine e manca un impianto di videosorveglianza. Ci vorrebbe proprio perché qui la sera succede di tutto.

Basta farsi una passeggiata al mattino per vedere cosa c'è: bottiglie di alcolici buttate qua e là. E poi il parco è sporco, cartacce ovunque che restano lì per settimane, con i cestini che sono molto spesso stracolmi di rifiuti.
L'amministrazione comunale deve muoversi urgentemente per arrestare questo declino, non è giusto per i bambini della nostra zona perché anche loro hanno diritto di giocare in sicurezza».