Lo stop dei pagamenti delle cartelle esattoriali fino alla fine dell'anno costerà oltre mezzo miliardo di euro, nel biennio 2020-2021. La perdita di gettito è stimata in 316 milioni di euro per quest'anno e 210 milioni per il prossimo (in termini di indebitamento netto e di fabbisogno), per un totale di 526 milioni. I dati sono contenuti nella relazione tecnica che accompagnano il decreto legge recante "disposizioni urgenti in materia di riscossione esattoriale", che "associa delle perdite di gettito in ragione delle diverse tipologie di proroghe", previste dal provvedimento.

Il decreto legge, approvato il 20 ottobre, è all'esame della commissione Finanze Senato, in prima lettura, e dovrà essere approvato dal parlamento entro il 19 dicembre. Le coperture derivanti dagli oneri sono individuate, per 275,8 milioni per il 2020, mediante corrispondente versamento all'entrata del bilancio dello Stato, da parte dell'Agenzia delle Entrate, entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto, a valere sulle somme trasferite dalla stesa Agenzia e riconducibili a crediti d'imposta per canoni di locazione di botteghe e negozi e per canoni in locazione, leasing, concessione o affitto d'azienda. Altri 40,2 milioni arriveranno dal Fondo per la compensazione degli effetti finanziari.