Operazione Cinquecento, il pm Alfredo Mattei chiede il rinvio a giudizio per tutti gli imputati. A dover rispondere di associazione a delinquere (ipotesi annullata dal Riesame ma ribadita in aula dal pm Mattei) finalizzata a reati elettorali il sindaco Gioacchino Ferdinandi, il vice Leonardo Capuano, l'imprenditore Piero Varlese e l'ex primo cittadino Enzo Nocella  finiti nell'inchiesta dei carabinieri aperta su un ipotizzato voto di scambio: preferenze alle urne in cambio di posti di lavoro, anche solo promessi.

Dopo le discussioni davanti al gup Di Croce delle parti civili e l'ammissione (come parte civile) di  Urbano rappresentato dallo studio Ranaldi - che ha ritirato la sua costituzione nei confronti dell'ex sindaco Nocella - e di due sostenitori della "lista avversaria" rappresentati dall'avvocato Beniamino Di Bona, hanno preso la parola le difese degli imputati. Per primo l'avvocato Giancarlo Corsetti per il vicesindaco Capuano, che ha argomentato le motivazioni per le quali il suo assistito sarebbe estraneo alle accuse.

L'udienza è stata rinviata al 1° dicembre per terminare le discussioni: la parola spetterà all'avvocato Sgambato per il primo cittadino e l'avvocato Gargano per Nocella.