Nuova giornata ecologica, nuova consapevolezza di non poter solo con il buon esempio risolvere il problema. Gli attivisti dell'associazione "Quis contra Nos", che anche sabato si sono rimboccati le maniche per dare un messaggio concreto e ripulire la città, ne sono ormai certi. La priorità sono le telecamere o le fototrappole, comunque sistemi di controllo intensivo e mirato del territorio. La consapevolezza è che, purtroppo, nel mirino c'è sempre l'ambiente.
«E pure questa giornata ecologica è andata. Il tema è sempre lo stesso, se non si installano fototrappole e non si elevano sanzioni, non se ne esce» la considerazione di Andrea Vizzaccaro dell'associazione "Quis Nostra Nos".

I volontari hanno lavorato intensamente per ore, ripulendo tutta via Pinchera. Così come avevano già fatto in zona lungofiume e nelle periferie: zone prese di mira con maggiore frequenza da incivili ed eco-criminali.
L'azione sul campo degli attivisti non si ferma ma la richiesta è chiara: servono controlli mirati e sanzioni, oltre a un impegno civico sempre maggiore. Serve un monito che non faccia appello solo alla coscienza dei cittadini ma che sia un deterrente tangibile per abbandoni incontrollati. Spesso anche pericolosi.

Già in bilancio
L'amministrazione sul punto non si è fatta trovare impreparata. La richiesta di sistemi di sicurezza necessari a individuare i responsabili è stata già inoltrata e messa tra le variazioni in bilancio. Massimo entro novembre, dunque, dovrebbe arrivare la risposta concreta legata ai fondi da riassegnare a bilancio, già individuati per l'acquisto di telecamere.
Una scelta su cui il governo cittadino già sta lavorando da mesi, nonostante le difficoltà legate all'emergenza sanitaria. Secondo i beninformati dovrebbero essere una diecina i sistemi di videosorveglianza da piazzare nelle aree più a rischio. Ovviamente i cittadini sperano in qualche unità in più, ma come inizio non c'è male.

Il caso Nocione
Un capitolo a parte merita il caso Nocione, dove - visti gli ultimi episodi incendiari a ridosso dei rifiuti dissotterrati e ancora a cielo aperto - un sistema di sorveglianza sarebbe molto più che gradito.
Nocione e le ultime novità regionali sul famoso "primo step" sono stati intanto al centro anche nell'ultima consulta dell'ambiente a cui ha preso parte proprio "Quis Contra Nos" insieme al geologo Riccardo Consales, alle associazioni "Bene Comune per Cassino", "Italia nostra", "Fare verde", "Comitato Allerta Cerro" e ad alcuni consiglieri. Proprio in quella sede si è discussa anche la modalità con cui intervenire: partire con le indagini geofisiche per definire la profondità e l'estensione dei rifiuti interrati. E successivamente procedere, sempre in coordinamento con la Regione Lazio, con il secondo step come dichiarato dall'assessore Venturi e dal consigliere Consales.