E sono tre. I ponti fuori uso sul torrente Mollarino: due messi in condizioni precarie (anche se rimasti in piedi) dalla furia delle acque dell'alluvione del 15 ottobre scorso (il ponte in località Serre nel Comune di Picinisco e quello in località Sabina ad Atina). L'altro, invece, il primo, crollò un pomeriggio del 5 ottobre 2005 in località Piedi Le Piagge, nel Comune di Atina.

Dunque, il mese di ottobre si sta rivelando fatale per il sistema viario che serve i comuni di Atina e di Picinisco.
L'ultimo a essere stato chiuso per le conseguenze delle forti piogge della notte tra il 15 e il 16 ottobre scorsi è il ponte in località Sabina: sembrava che avesse retto l'urto violento dell'acqua, ma in seguito a controlli più attenti si è notato che parte del terrapieno che reggeva la pila sinistra era franata lasciando una voragine sull'asfalto. Immediata la chiusura che, vista l'importanza dei danni, si protrarrà per parecchio tempo.

E dire che quel ponte fu messo in piedi proprio per sopperire al crollo di quello di Piedi Le Piagge, avvenuto quindici anni fa, situato più a valle.
La situazione dei collegamenti tra le due rive del Mollarino tra le contrade Piedi Le Piagge e Sabina a sinistra del torrente e quelle di Colle Rasoio e Spineto a destra, va dunque facendosi delicata: i ponti sono fuori uso, in più punti le strade hanno i margini erosi dalla furia dell'acqua (un tratto di via Mollarino è rimasto sospeso nel vuoto) e per questo sono chiuse. Il ripristino della funzionalità dei ponti, quelli ancora in piedi, avverrà chissà quando, mentre per quello crollato a Piedi Le Piagge in molti hanno perso le speranze che venga ricostruito.

Intanto le condizioni del terreno asportato dalla corrente sulla spalla sinistra del ponte di Sabina sono seriamente compromesse: la terra è caduta in acqua creando un dislivello di oltre due metri e i pesanti massi a protezione delle sponde sono stati spostati. Insomma di lavoro da fare c'è n'è tanto. E l'inverno è ancora lungo.