Il sindaco di Artena Felicetto Angelini e l'assessore ai lavori pubblici Domenico Pecorari in manette, ai domiciliari insieme all'ex responsabile dell'ufficio tecnico del Comune e al presidente di una società chiamata a istruire le pratiche di condono edilizio. Ma tra gli indagati (ben ventidue) ci sono anche la segretaria comunale, il vice comandante della polizia locale, diversi agenti, e la responsabile dell'ufficio personale e un ex consigliere di minoranza. L'elenco dei soggetti indagati dai carabinieri della compagnia di Colleferro è lungo.

E sono molte anche le accuse rivolte loro a vario titolo: concussione, tentata concussione, falsità ideologica in relazione all'approvazione del bilancio di previsione del Comune, abusi d'ufficio. Sono addirittura trentatré i capi d'imputazione che hanno portato, ieri mattina all'alba, all'esecuzione delle misure cautelari (arresti domiciliari senza strumento elettronico di controllo) disposte dal gip Emiliano Picca, per Felicetto Angelini, Luigi Giamogante, Domenico Pecorari ed Enrico Giusto.
Sospesi dalle funzioni pubbliche per quattro mesi Simona Cipollini, Letizia Pomponi e Sandro Latini.

Le responsabilità
L'inchiesta è molto vasta, si passa dall'aver tentato di costringere la responsabile del servizio bilancio a firmare un documento che lei non riteneva di dover avallare (aveva infatti messo nero su bianco lo stato non certamente idilliaco delle casse comunali) tramite la "minaccia" di non superare il periodo di prova della sua assunzione o di doversene andare in un altro Comune, all'annullamento di una serie di multe, dalla turbativa delle procedure amministrative necessarie per l'assunzione di lavoratori o addirittura per l'affidamento o assegnazione di lavori pubblici. Ma non è tutto qui.
Gli inquirenti avrebbero accertato anche quella che viene definita una continua e costante ingerenza posta in essere dal sindaco Felicetto Angelini e dall'assessore Domenico Pecorari nella valutazione dei dipendenti, nelle determinazioni di competenza fino alla riscossione delle multe per le violazioni al codice della strada.

In merito al sindaco, ritenuto il soggetto di maggior rilievo nelle attività illecite su cui si è indagato, è però un'altra la figura a cui si riconosce «una piena capacità nell'aggirare le regole procedurali e far apparire come lecito ciò che non lo era» ed è la figura di Luigi Giamorgante, oggi in forza ad un altro ente. Le due donne, Letizia Pomponi e Simona Cipollini, avrebbero, essendo a conoscenza delle condotte illecite del sindaco Angelini e dell'assessore Pecorari, «offerto direttamente un contributo causale nei reati loro ascritti».

Oltre 30 capi di imputazione
Tra i vari capi di imputazione compare anche una serie di comportamenti volti a favorire l'assunzione in Comune di un muratore a tempo determinato part-time a cui, per superare la selezione redatta già in modo da favorirlo, sarebbero state anche passate le domande che gli sarebbero state rivolte. Simili irregolarità e interferenze illecite nelle procedure sarebbero state riscontrate nell'assunzione di un operaio escavatore e nell'affidare i lavori per il completamento del palazzetto dello sport a Torretta.

Ci sarebbero poi altre vicende come la ricezione da parte dell'assessore Pecorari di dieci buoni pasto da 50 euro da un imprenditore (Andrea Di Cori) per l'affidamento della manutenzione di una strada a una ditta.