L'età mediana del contagio nel Lazio, da agosto ad oggi, è di 41 anni. I nuovi casi riguardano per il 49% donne e per il 51% uomini. Il 93% è seguito a domicilio, il 6,4% in ospedale (non in terapia intensiva), lo 0,6% in terapia intensiva. Il 38,8% delle diagnosi deriva dal contact tracing e il 34% da screening, ossia i tre/quarti dei casi sono asintomatici. E il tracciamento di queste situazioni è fondamentale.

Ha detto l'assessore Alessio D'Amato: «Il prossimo obiettivo è quello di arrivare ad un ulteriore incremento dei casi testati, del 40%. Il Lazio è la prima regione italiana per casi testati in rapporto alla popolazione».
Aggiunge poi D'Amato: «Questa è una guerra contro il virus e contro il tempo. C'è una grande pressione sui Pronto Soccorso ma non vi è alcuna mancanza di posti letto, che si stanno quotidianamente attivando, poiché quelli programmati sono al momento coerenti con la curva epidemiologica. Le nostre strutture ospedaliere stanno velocemente cambiando pelle e si stanno attivando giornalmente posti letto dedicati ai pazienti Covid».

«Difendo i nostri operatori sanitari dei Pronto Soccorso - prosegue- che non hanno mai fatto venire meno uno straordinario impegno e una grande professionalità.
Donne e uomini straordinari che operano nei Dipartimenti di emergenza/urgenza nel pieno rispetto dei protocolli clinico/terapeutici e dei pazienti. C'è una forte pressione ma nei Pronto Soccorso viene garantita la sicurezza e i percorsi tra i casi Covid e quelli non sospetti Covid fin dalla fase di pre-triage. Ho avuto modo di visitare la nuova "area febbre" di prossima apertura del Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I.
Ho parlato con i professionisti sono tutti fortemente motivati e consapevoli della lunga battaglia che ci aspetta per salvare Roma e il Lazio».