Il rischio di concentrarsi tutto sull'emergenza Covid e di ampliare negli ospedali i posti destinati ad accogliere i contagiati è quello di ridurre le prestazioni ordinarie. È quanto ha affermato anche il presidente dell'ordine dei medici Fabrizio Cristofari. Urgenze e cure ai malati oncologici saranno garantite, ma il resto delle prestazioni ordinarie rischia di pagare anch'esso un prezzo al Covid.

E anche per questo si organizzano iniziative che partono dal basso per l'assistenza e, soprattutto, la prevenzione delle patologie extra Covid. In tal senso si inserisce l'iniziativa della Croce rossa italiana di Frosinone - con il patrocinio di prefettura, provincia, comune capoluogo, camera di commercio e ordine dei medici - di dedicare giornate a chi, durante l'emergenza, non si è e non si sta fermando. In primis gli appartenenti alle forze dell'ordine.
Lo slogan è diretto: "per tutti coloro che durante l'emergenza non si sono mai fermati... torna la prevenzione". Un impegno per forze dell'ordine, forze armate, volontari della Croce rossa, della protezione civile, dipendenti dei supermercati, autisti, corrieri ed autotrasportatori

In tal modo, la Croce rossa intende «offrire un supporto e un ringraziamento a tutti coloro che coraggiosamente hanno svolto e svolgono il proprio dovere per il bene comune». Si tratta di un «omaggio a tutti coloro che hanno contribuito con il proprio operato ad affrontare una prova tanto dura».

L'obiettivo specifico è «proporre una visita specialistica ed esami diagnostici a target selezionati per ringraziare quanto da loro espresso durante il lockdown». «Nel corso delle attività diagnostiche - spiegano dalla Croce rossa - gli utenti compileranno un questionario relativo al proprio stile di vita ed al proprio stato di salute. I questionari, così come i dati raccolti, resteranno anonimi e potranno essere utilizzati a fini statistici e di ricerca scientifica».

L'attività si svolgerà tra ottobre e dicembre. I prossimi appuntamenti oggi e il 31 con pap test ed ecografie testicolari e prostatiche. Tutto nasce per il fatto che nella fase acuta dell'epidemia, le uniche persone che i volontari della Croce rossa incontravamo nei servizi di sostegno alla popolazione erano le forze dell'ordine.