La proposta del presidente dell'associazione nazionale "Vittime delle Marocchinate", Emiliano Ciotti, che ha messo a disposizione i propri archivi affinché l'amministrazione comunale potesse chiedere la medaglia al valore civile è stata accolta come una grande opportunità. E l'amministrazione del sindaco Rotondo è pronta a mettere in campo ogni azione utile. Ad annunciarlo è il presidente del consiglio comunale di Pontecorvo, delegata alla cultura, Katiuscia Mulattieri.

Sulla proposta del presidente Ciotti, la Mulattieri ha risposto: "L'amministrazione Rotondo è sempre stata molto sensibile al delicato tema brutalmente definito senza remore "marocchinate". Erano uomini, donne e bambini vittime di violenze, stupri e omicidi avvenuti nella nostra provincia ed in particolar modo nel nostro paese. Settemila soldati marocchini detti "goumiers" che battuti i nazifascisti ottennero in premio quello che, nell'antico diritto internazionale di guerra era il "diritto di preda", una sorta di licenza di stupro e saccheggio.

Oggi e da alcuni anni in verità, abbiamo l'occasione di riscattare tutte le povere vittime innocenti di quelle violenze che hanno avuto l'unica colpa di trovarsi sul cammino dei brutali "goumiers". La storiografia tradizionale, le poche volte che ne ha trattato, ha limitato gli episodi ad un centinaio nell'arco di un paio di giorni concentrati nel territorio del frusinate, ma numeri, proporzioni e gravità dei fatti furono di gran lunga superiori. Infatti il presidente dell'associazione nazionale "Vittime delle marocchinate", Emiliano Ciotti, che ringrazio della disponibilità, dall'archivio storico mette a disposizione ben un centinaio di denunce/testimonianze di cittadini pontecorvesi, a riprova della crudeltà ed ampiezza in termini numerici dei fatti commessi».

Il presidente dell'assise pontecorvese sottolinea come questa rappresenti una «occasione importante, unica, che io in primis in qualità di delegata alla cultura ma l'amministrazione tutta capeggiata dal sindaco Anselmo Rotondo, coltiveremo non solo per fare in modo che al nostro paese venga riconosciuta la medaglia al valore civile ma anche come forma di riscatto e di restituzione di una dignità perduta di tutti quei concittadini vittime di violenze brutali affinché le loro vite, i loro sogni infranti, la loro vergogna non venga dimenticata dalle generazioni future. Metteremo perciò in campo tutte quelle azioni volte a mantenere alta l'attenzione su questi temi con convegni, incontri, opere sul territorio non appena sarà possibile muoverci con più libertà».