Un'azione fulminea e di grande coraggio quella messa in atto dalla gente per salvare Davide Notarianni di 54 anni. L'ambulanza da Sora non riusciva ad arrivare sul posto per via della chiusura della strada regionale 627 al km 30 della Vandra. Si trova in territorio di Picinisco mentre a essere isolato è il comune di San Biagio Saracinisco. Dunque, era stato "salvato" dalla gente di San Biagio attraverso un varco nella montagna.

I cittadini, in un'angosciante corsa contro il tempo sono passati su un'antica traccia di montagna, aiutandosi con mezzi di fortuna, per correre all'ospedale di Sora. L'uomo, in gravissime condizioni, è stato trasferito e poi operato all'Umberto I di Roma ma mercoledì notte si è aggravato ed è morto. Sconcerto nel piccolo centro dove vivono 300 anime e la comunità è come una grande famiglia.

Ieri mattina, quella la "traccia" di montagna, che ha parvenze di strada, puressendo percorribile,è stata chiusa dalle autorità competenti. "Utile" ma anche a rischio dal momento che lungo quel tracciato, quasi scomparso nella vegetazione, insiste un'altra frana in corso. Quindi a sua volta pericolosa. Il sindaco di San Biagio è addolorato per la scomparsa del concittadino, come tutta la comunità-famiglia. Ma è anche allarmato per l'isolamento in cui si trovano a vivere fino a quando non sarà messa in sicurezza la strada dove la piena del fiume ha rovesciato sassi e detriti. È allarmato perché pensa, giustamente, che episodi di malori possano accadere ancora.

«Prima col varco "aperto" dice Dario Iaconelli -le personepotevano sperare di raggiungere il bivio di San Gennaro e poi un'ambulanza, e ora siamo di nuovo abbastanza isolati». Intanto continua a fare di tutto per capire come poter risolvere la situazione di emergenza.
Non manca chi suggerisce un'altra strada per raggiungere un ospedale, chiamando l'ambulanza da Cassino. Si percorre S. Elia, si sale fino a Vallerotonda, si viaggia ancora e si arriva nella frazione di Cardito e poi si imbocca in direzione San Biagio. E viceversa.
Circa 40 chilometri, molti dei quali tra curve di montagna e strada disagevole. Un po' scomodo come viaggio d'emergenza!