Quanti sono i contagiati nella scuola tra studenti e personale docente? A fare i conti è lo stesso Ministero della Pubblica Istruzione. Alla data del 10 ottobre (ultima rilevazione effettuata), gli studenti contagiati sono pari allo 0,080% (5.793 casi di positività), per il personale docente la percentuale è dello 0,133% del totale (1.020 casi), per il personale non docente si parla dello 0,139% (283 casi). I dati del monitoraggio, condotto dal Ministero dell'Istruzione con la collaborazione dei dirigenti scolastici, sono stati condivisi con l'Istituto Superiore di Sanità.

Rispetto alla precedente rilevazione del 26 settembre si registra un incremento dei contagi sia tra gli studenti sia tra il personale docente: tra i primi i contagi risultavano 1.492 pari allo 0,021 del totale e tra i docenti 349 casi pari allo 0,047%. Per il personale non docente la precedente rilevazione riportava 116 casi pari allo 0,059%. Come è facile intuire dai numeri, i casi di contagio tra gli studenti, in appena quattordici giorni, sono triplicati: +4.301, con un incremento percentuale del 288,2%; stesso dicasi per il personale docente: l'aumento degli infetti in valore assoluto è stato di 671 unità pari a un +192,2%.

Non risparmiata pure la categoria dei collaboratori scolastici che fanno registrare una crescita dei contagiati di 167 persone (+143,9%). Le statistiche sono spalmate sul territorio nazionale. Da palazzo Chigi c'è grande attenzione, ma non preoccupazione. In  occasione della prima rilevazione il ministro Azzolina ha detto che: «Dalle prime valutazioni fatte è emerso che, ad oggi, la scuola non ha avuto impatto sull'aumento dei contagi generali, se non in modo molto residuale.

Come rilevato anche dagli esperti, i contagi nelle scuole, in questa fase, sono casi sporadici, e, per lo più, contratti fuori da scuola ha sottolineato il ministro, che ha illustrato l'incontro anche in un video su Facebook -.
Il sistema scolastico ha iniziato in sicurezza e sta tenendo perché si è attrezzato, con grande sacrificio di chi ogni giorno ci lavora o ci studia, e delle famiglie.
Ma la convinzione di tutti è che serva molta più prudenza per tutte le fasi e le attività extrascolastiche».