Brogli elettorali a Piedimonte, Spiridigliozzi si è avvalso della facoltà di non rispondere. E ora l'udienza ieri la prima per il filone aperto sulle schede "alterate" è stata fissata a febbraio. In realtà avrebbe dovuto aver inizio lo scorso 4 marzo davanti al giudice Tavolieri. Ma con il blocco delle udienze per Covid, sono stati decisi solo rinvii. Poi la richiesta delle difese di controparte di far ascoltare Spiridigliozzi e di poter assumere (per questioni di salute) le sue dichiarazioni come testimonianza.

Ma ieri mattina Spiridigliozzi, assistito dall'avvocato Francesco Malafronte, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Dunque, ora si dovrà valutare l'utilizzabilità delle dichiarazioni rese per il loro valore probatorio.

La vicenda è proprio quella legata alla campagna elettorale del 2017, in cui furono coinvolti l'ex candidato sindaco Ettore Urbano, il funzionario dell'ufficio elettorale Luigi Spiridigliozzi, Rocco Salvatore e Antonio Cancanelli in qualità di rappresentanti di lista oltre alla segretaria del seggio. Tutti finiti nell'inchiesta condotta dal pm Bulgarini Nomi e affidata alla polizia che avrebbe individuato nella famosa alterazione delle schede (con i segni geometrici contestati) la predisposizione di una valida motivazione per presentare un ricorso elettorale al Tribunale amministrativo regionale: 59 le schede riportanti il voto a favore della lista "Piedimonte Ora", ognuna con un disegno geometrico all'interno del simbolo di tale lista, finite sotto la lente.

La segretaria, assistita dall'avvocato Sandro Salera, è stata prosciolta in udienza preliminare. Gli altri, invece, tutti rinviati a giudizio. Il processo avrà inizio il prossimo 3 febbraio. Gli avvocati Beniamino Di Bona, Mauro Improta, Gianrico Ranaldi e Francesco Malafronte sono pronti.