«Quando ho chiuso nel 2018 perché non riuscivo più a reggere sul mercato, ho chiesto scusa a mio nonno, che è venuto a mancare qualche anno fa e che nel 1945 aveva alzato la saracinesca di questo negozio di generi alimentari e aveva così contribuito alla ricostruzione morale e materiale di San Giorgio a Liri».

Giovanni, che di quel nonno porta fieramente il nome, dopo aver fatto altre esperienze lavorative, ora ha deciso di ricominciare proprio da quel negozio in cui è cresciuto, assaporando mortadella, riconoscendo il sapore del pane appena sfornato e chiamando i formaggi per nome. Da qualche giorno la scritta "Scappaticcio" campeggia di nuovo speranzosa sui locali che rispetto a quelli storici di piazza Dante sono stati spostati di qualche metro.

Guerra e pandemia
E se il nonno Giovanni ha iniziato l'attività al termine di una lunga e terribile guerra, che morti e feriti aveva lasciato ovunque su questa terra intorno a Montecassino, meritando anche il titolo di Cavaliere del lavoro, ora il Giovanni di terza generazione lo ha fatto nel pieno di un'altra guerra, una pandemia che tante ferite sta provocando al settore dell'economia e del commercio. Tra di loro la seconda generazione, quella rappresentata dal papà di Giovanni, Raffaele.
«Una follia, ma anche un grande orgoglio», racconta Giovanni, che vuole ringraziare soprattutto le persone che sono andate nella salumeria per ritrovare lo spirito del negozio, uno spirito familiare, instaurato sulla fiducia e la conoscenza diretta.

Riscoperta delle tradizioni
«In questi quarant'anni abbiamo visto cambiare le abitudini alimentari: oggi le persone non vogliono solo nutrirsi, ma mangiare e scoprire terre, tradizioni, soprattutto italiane, culture, portandole in tavola. Ed è questo che cerchiamo di assicurare tutti i giorni, fornendo prodotti tipici della nostra terra e delle regioni vicine, come il formaggio stagionato in grotta, le burrate pugliesi, il pesto piccante siciliano o genovese, la bresaola di toro francese, non dimenticando le esigenze di chi è intollerante o di chi scegliere di vivere vegan». Nonno Giovanni sarà sicuramente orgoglioso di lui.
Tante le attività del territorio che reggono con tenacia e sfidano la pandemia, tante quelle che investono sui prodotti tipici o sulla tradizione e ne fanno uno stendardo della propria realtà. A San Giorgio come negli altri comuni. Tanti i giovani imprenditori coraggiosi. Un "orgoglio" per l'economia locale.