Non dimenticare le giovani vite strappate troppo presto all'affetto dei propri cari. È questo il messaggio che la città intende portare avanti. Un'azione di ricordo promossa dalla collettività e pienamente supportata dall'amministrazione.

Il 2019 per la città è stato uno degli anni più tragici con la prematura scomparsa di molti giovani. Ragazzi che hanno perso la vita in incidenti stradali o sul posto di lavoro. Fabio, Roberto, Fabrizio, Luca… pontecorvesi che sono diventati per ogni cittadino un membro della propria famiglia. Emozioni e commozione che hanno affollato l'intera collettività che da subito si è impegnata per mantenere vivo il ricordo di questi ragazzi.

Lo hanno fatto con una fiaccolata organizzata nell'immediatezza di quei tragici eventi e lo hanno voluto ribadire con un murales. Un dipinto nato dalla volontà dei giovani di Pontecorvo che hanno disegnato sul muro di cinta del cimitero centrale di Pontecorvo un murales che ricorda i tanti giovani scomparsi. Testimonianza di come questi ragazzi siano entrati nel cuore di tutti.

E nei giorni scorsi il sindaco Anselmo Rotondo e l'assessore Annagrazia Longo hanno accompagnato la famiglia di Fabrizio Greco al cimitero per un altro momento di ricordo. Proprio su quel murales inaugurato la scorsa estate è stata apposta una targa dedicata a Fabrizio a un anno dalla sua scomparsa. Una targa con una frase dedicata a chi ha perso la vita sul lavoro: «Una nazione costruita sulla dedizione e sul coraggio.
In ricordo di Fabrizio Greco e dei giovani lavoratori conterranei caduti sul lavoro».

Un'iniziativa immediatamente accolta dall'amministrazione comunale, come ricorda il sindaco: «L'idea è nata da Simona Zonfrilli che è amica della famiglia di Fabrizio. A un anno dalla sua scomparsa si è deciso di fare qualcosa che potesse ricordare questo ragazzo così come tutti i giovani che sono morti sul lavoro. Io, insieme con l'assessore Longo, abbiamo immediatamente accolto quest'iniziativa. Abbiamo aderito perché riteniamo sia importante mantenere vivo il ricordo di questi ragazzi così come degli altri prematuramente scomparsi».