È notizia di pochi giorni fa che nuove unità andranno ad aggiungersi agli operai che saranno impegnati nella manutenzione dei tre cimiteri Cassino: San Bartolomeo, Sant'Angelo e Caira. I percettori del reddito di cittadinanza tornano a lavorare per la comunità dopo l'esperienza estiva negli interventi per la pulizia e la manutenzione delle aree verdi del centro e delle periferie.

E mentre si attende l'arrivo del nuovo personale, i cittadini sono costretti a pulire il guano lasciato dagli uccelli e la sporcizia che si accumula davanti alle lapidi dei loro cari. In alcuni casi i familiari dei defunti hanno deciso di applicare delle protezioni di plastica per proteggere i marmi e le foto dei parenti che non ci sono più.

Dopo i furti di lumini, fiori, pupazzi e piccole statue votive, i morti non trovano pace neanche al camposanto. L'inciviltà si consuma all'ombra dei cipressi. Una polemica che coinvolge tantissimi cittadini: alcuni frequentano il cimitero quasi quotidianamente, altri vanno a fare visita ai loro cari con cadenza più distante.

Ma il risultato non cambia, anzi, in alcuni casi c'è chi non ha trovato più neanche le lettere di ottone apposte sul marmo per comporre il nome del defunto. E a San Bartolomeo iniziano a vedersi le tendine di plastica a protezione delle lapidi e delle piante che i familiari lasciano ai loro cari. «Una situazione inaccettabile  - commenta una signora - Non c'è rispetto per chi non c'è più».