Jacopo Coretti batterista professionista torna in provincia di Frosinone per avviare una collaborazione con la Musik Factor di Cassino. Dopo un anno di stop forzato, tour annullati, la categoria dei musicisti è proprio quella che non ha ricevuto aiuto da parte di nessuno. Sono molte le collaborazioni e i successi per il batterista ciociaro che, nonostante tutto, crede che la musica sia un veicolo fondamentale per uscire da questa crisi culturale sociale.

Il quadro
«L'emergenza sanitaria, prima con il lockdown e poi con il divieto di assembramenti, ha inevitabilmente mutato le abitudini in ogni settore - spiega Jacopo - Ma se c'è una professione che più di altre fatica a riprendere è senza dubbio quella dei musicisti. Il divieto di assembramenti, l'impossibilità di fare feste e tutte le norme anti-Covid hanno colpito il mondo dello spettacolo. Ma se per i grandi artisti lo stop ha significato solo il rinvio del lancio del nuovo disco o l'impossibilità di fare un grande evento - vedi l'esempio del rocker Luciano Ligabue che ha rinviato al prossimo mese di giugno il mega concerto a Campovolo che era in programma lo scorso mese di settembre - per i musicisti che non vivono di grandi rendita ma vivono solo ed esclusivamente del loro mestiere fatto soprattutto di eventi e concerti talvolta in piazza altre volte nei teatri, il Covid ha significato la paralisi totale. E nulla o quasi è stato fatto per intervenire in questo settore. Eppure si parla di riaprire gli stadi, si gioca regolarmente a calcio già da tempo, sono ripresi i campionati. Perchè solo i musicisti restano sullo sfondo?».

Nel territorio
Anche nella nostra provincia e più in generale nel nostro territorio sono tanti i musicisti che vivono solo ed esclusivamente della loro professione. «Non è mia intenzione parlare di politica, anzi credo sia fondamentale pensare che la musica non abbia colore politico, volevo solo evidenziare le mille difficoltà di oggi per un musicista» spiega Jacopo Coretti, nato a Frosinone il 18 giugno del 1986 che già a 5 anni si è innamorato del suono della batteria e da 18 anni è sulla scena musicale. Non solo in Ciociaria: è costantemente in strada con grandi artisti, centinaia di concerti durante tutto l'anno nella nostra penisola ed in Europa. Un artista poliedrico che, grazie al suo talento e la sua professionalità, ha sempre dato il suo meglio per la musica, affrontandola sempre con curiosità, umiltà e apertura mentale, ed è questo atteggiamento positivo che gli ha garantito il rispetto e l'ammirazione di coloro che hanno lavorato con lui. Il suo incredibile talento e l'entusiasmo che lo caratterizzano lo rendono un ottimo insegnante, in grado di trasmettere la sua ricchezza di esperienza ai musicisti più giovani aiutandoli ad affrontare il loro futuro nella musica, sia professionalmente che emotivamente.

Il futuro
E adesso? Cosa fare adesso che è tutto fermo? Jacopo è determinato: «Le difficoltà oggi sono molte, essere un libero professionista in questo campo credo sia un'impresa ardua, ma io credo nella forza della musica, nell'importanza di aggregazione, soprattutto oggi, si ha bisogno di musica. Dopo il lockdown sono cambiate radicalmente le mie abitudini, tour cancellati, una professione finita senza neanche avere il tempo di capire cosa stava succedendo». Jacopo però è fiducioso. Per lui, ora più che mai, c'è bisogno di rimettere in moto il settore. Non solo per il danno economico che sta producendo - il bonus dati ai musicisti è pari a circa 200 euro al mese - ma anche perchè in questo periodo la musica è fondamentale. «Sono fiducioso e spero in un vaccino, ma proprio grazie al Covid ho deciso di tornare a dedicarmi all'insegnamento.

Dopo aver vissuto in Emilia Romagna, una volta rientrato in Ciociaria ho deciso di collaborare in esclusiva con la Musik Factor di Francesco Cardillo a Cassino. E spero vivamente di vedere giovani e non partecipare. La musica è vita. La figura di musicista, spesso, ancora oggi, viene vista ancora come un hobby e non come un lavoro fatto di dedizione, costanza e sacrifici continui. Magari questa pandemia servirà anche da lezione per capire che non è affatto così: la musica non è solo un hobby. È certamente una passione. Ma soprattutto è un lavoro. A cui oggi nessuno pensa