La porta del museo civico continua a restare chiusa. Uno spazio che negli scorsi anni, quando alla guida c'era la direttrice Manuela Cerqua, era molto animato, spesso aperto anche nei fine settimana con laboratori e visite per grandi e piccini. È un vero peccato che oggi il museo non sia più un luogo di aggregazione e di attività.

«Alcuni anni fa credevamo veramente che la nostra città fosse ricca di "bellezze da vivere", e lo credevamo così tanto che riuscivamo a dimostrarlo e a coinvolgere in questo nostro pensiero visionario tante persone, dai più piccoli, agli anziani, dai semplici appassionati a coloro che a Sora venivano per studiare il suo patrimonio - commenta con malcelata amarezza l'ex direttrice Cerqua -. Avevamo dimostrato come il museo potesse e dovesse inserirsi in modo attivo nei processi di valorizzazione e promozione del territorio, nel tentativo di creare un flusso di turisti che potesse interessare non solo l'ambito locale, ma anche quelli nazionale e internazionale, convinti che i musei rappresentassero per una città le porte per il turismo culturale e di accesso alla cultura in senso olistico».

Proprio con questo obbiettivo il museo civico di Sora ha promosso numerose attività di sensibilizzazione sul patrimonio culturale del territorio. «Da qui, con gli esigui fondi a disposizione che, seppur pochi, arrivavano annualmente dalla Regione per essere inseriti nell'Organizzazione museale regionale e per i validi progetti che si presentavano ricorda la dottoressa Cerqua il museo intese collaborare attivamente alla realizzazione di percorsi turistici cittadini, per riscoprirne le bellezze. Noi non ci rassegniamo però a quello che vogliono farci credere, che Sora non abbia nulla da offrire. Sappiamo bene, invece, che la "città" è qualcosa di diverso, ora solo apparentemente invisibile...è "bellezze da vivere"».