In prima linea nella sfida verso il futuro. In prima linea per la produzione del vaccino contro il Covid. È da Anagni, dalla Sanofi, che parte la sfida più importante per vincere il Coronavirus. Sanofi cerchia sul calendario la data di ieri, una giornata che resterà nella storia. La pandemia è un evento epocale in negativo. Ecco allora che l'inizio della produzione di un vaccino potrebbe essere la soluzione.

Il ministro della Salute Roberto Speranza arriva puntuale alle 10.30. Gli scanner automatici ai varchi funzionano regolarmente, coadiuvando gli addetti all'organizzazione. Tra i primi a raggiungere lo stabilimento della Sanofi, il sindaco Daniele Natalia accompagnato dal consigliere Danilo Tuffi, dipendente della società. È la volta quindi di Francesco De Angelis presidente dell'Asi, di Miriam Diurni presidente di Unindustria e di alti funzionari.

Assieme al ministro Speranza, ci sono il sottosegretario allo Sviluppo Economico Giampaolo Manzella, l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato, l'ambasciatore di Francia in Italia Christian Masset, l'assessore regionale allo Sviluppo economico Paolo Orneli, il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini ed il presidente dell'amministrazione provinciale Antonio Pompeo.

Il ministro
«Lavoriamo perché si evitino nuovi lockdown, monitoriamo la situazione passo per passo, territorio per territorio - spiega Speranza - i numeri dell'Italia sono di gran lunga migliori rispetto a quelli di altri Paesi europei, ma questo non deve far abbassare il livello di attenzione. Abbiamo fatto un lavoro straordinario e non dobbiamo rovinare tutto». Venendo all'argomento del giorno, l'inizio della produzione del vaccino, il ministro aggiunge: «La comunità internazionale è al lavoro sul vaccino e l'auspicio è che potremo avere buone notizie in tempi brevi. Quel che è certo è che il vaccino e le cure sono la chiave vera per uscire da questa fase così difficile, ma nei mesi che ancora ci aspettano e in cui non avremo ancora il vaccino Covid o cure validate abbiamo bisogno del comportamento corretto delle persone».

Sul possibile prolungamento della fase emergenziale, il ministro spiega: «discuteremo in Parlamento molto presto, come giusto che sia. Io sarò in aula all'inizio della settimana prossima, il 6 ottobre. Resto per la linea della massima prudenza e ho sempre mantenuto questa impostazione, ma credo che sia corretto che se ne discuta in Parlamento e nel Governo perché in una grande democrazia si fa così». Test rapidi ovunque: «l'auspicio è che nel giro di poco i test rapidi possano partire ovunque». Sui test rapidi «l'auspicio è che nel giro di poco i test rapidi possano partire ovunque. In alcune regioni sono già partiti, speriamo che nel giro di poco possano partire ovunque. La circolare è di 24 ore fa».

E ancora: «La priorità sono le scuole, non gli stadi. Gli studenti hanno dato molto, dobbiamo loro spiegare che occorrono ancora sforzi consapevoli». In merito al rischio di uno stop al campionato di calcio, «io penso che ci sono dei protocolli che dobbiamo rispettare, abbiamo regole molto ferme e rigorose che ci hanno consentito di fare ripartire il campionato di calcio. Io ho una posizione molto rigida sulla partecipazione del pubblico». Ribadita l'utilità dei vaccini anti influenzali «le Regioni hanno fatto uno sforzo enorme che è consistito in un aumento del 70% delle dosi di vaccino influenzale rispetto all'anno scorso. Io penso che dobbiamo affrontare e risolvere nel tempo più breve possibile la questione delle farmacie in condivisione con le Regioni», conclude Speranza.

La Regione
Il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini afferma: «Lo stabilimento di Anagni avvia la produzione del vaccino e questa, senza dubbio, è una nota di orgoglio per tutti noi. Tengo a ringraziare innanzitutto i ricercatori, le donne e gli uomini che hanno messo il loro talento al servizio della scienza, i lavoratori dello stabilimento di Anagni, il management Sanofi. Si apre una grande sfida, che vede l'Italia e il Lazio protagoniste di una pagina di storia che è fondamentale per il futuro di ognuno di noi. La pandemia ci ha tolto tanto, troppo: penso a chi non ce l'ha fatta, alle famiglie spezzate negli affetti, alle vite stravolte. E poi la crisi economica, le difficoltà sul lavoro, le incertezze sulla scuola, sul nostro futuro. Eppure se questo virus ci sta insegnando qualcosa, è che lo si può combattere solo uniti».

L'azienda
«Siamo orgogliosi di poter contribuire all'impegno di Sanofi per l'emergenza con il nostro stabilimento di Anagni: una concreta risposta che potrà portare una firma italiana - dichiara Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia - L'Italia, la Regione Lazio e lo stabilimento di Anagni in particolare stanno giocando un ruolo fondamentale per raggiungere l'obiettivo di garantire a tutti un vaccino sicuro ed efficace, e grazie al grande lavoro svolto abbiamo oggi la speranza e l'ottimismo di pensare di essere vicini a una soluzione. Abbiamo fatto progressi significativi nella comprensione della malattia, resi possibili grazie a collaborazioni senza precedenti».
Mario Merlo, general manager Sanofi Pasteur Italia dice: «Sanofi ha un'esperienza significativa nello sviluppo di vaccini e continua a investire nella ricerca. Oggi ci viene richiesto uno sforzo maggiore per affrontare una sfida di sanità pubblica senza precedenti: una pandemia che ha rivoluzionato la società. Rispondiamo mobilitando le nostre competenze».

Lo sviluppo
«In un periodo in cui emerge l'importanza imprescindibile della cooperazione - spiegano dall'azienda - Sanofi, in collaborazione con le istituzioni ha avviato un ambizioso progetto, applicando tecnologie esistenti e consolidate alla nuova sfida. Secondo gli accordi siglati con l'Ue, Sanofi, in partnership con Gsk, fornirà 300 milioni di dosi del vaccino ricombinante adiuvato a base di proteine. Sanofi e Gsk stanno lavorando con incessante costanza e nel pieno rispetto della sicurezza dei processi alla sperimentazione del vaccino candidato. Il vaccino è attualmente alla fase 1 e 2 di sperimentazione ed è caratterizzato da una tecnologia consolidata a base di Dna-ricombinante in subunità, già utilizzata con successo dall'azienda per la produzione del vaccino antinfluenzale quadrivalente ricombinante. L'adozione di questa tecnologia consentirà di produrre un numero notevolmente maggiore di dosi rispetto alle altre tecniche comunemente adottate, con l'obiettivo di arrivare a un miliardo di unità nel 2021».
Lo stabilimento di Anagni sarà impegnato nella realizzazione delle dosi insieme ai siti in Francia e Germania, a conferma dell'eccellenza di un centro a livello europeo per la produzione di prodotti farmaceutici.