Prostituzione, un sorano, tre romeni e due moldavi sono stati rinviati a giudizio. Ieri, il gup del tribunale di Frosinone Ida Logoluso ha separato la posizione di un altro romeno, irreperibile, mentre per gli altri sei ha deciso per il processo così come richiesto dal pm Alessandro Picchi. Sotto accusa Alina Lenuta Bosca, 32 anni, romena residente a Frosinone, Grigorii Spinu, 31, moldavo, di Frosinone, Celini Iulian Ciobanu, 30, romeno, residente a Rieti, Nicolai Ababii, 30, moldavo, di Frosinone, Ion Sandu, 48, romeno, di Patrica, e Alessio Peticca, 35, di Sora, difesi dagli avvocati Giampiero Vellucci, Daniele Mieli, Roberto Capobianco e Christian Alviani.

Spinu, Ababii, Bosca, Sandu e Ciobanu dovranno difendersi dai reati di associazione a delinquere «per essersi associati per commettere più delitti relativi al favoreggiamento dell'immigrazione e sfruttamento di donne» reclutate in Moldavia e trasferite in Ciociaria. Per le accuse, raccolte dai carabinieri, Spinu e Ababii sono i promotori e organizzatori: avrebbero reclutato le ragazze, pianificato i viaggi con i corrieri e messo le stesse «a disposizione del sodalizio per la consumazione» della prostituzione che si svolgeva «in appartamenti, alberghi e su strada». Appartamenti che venivano reperiti al centro storico di Frosinone, dove a causa dell'abbandono molti locali risultano sfitti e appetibili allo scopo dell'associazione.

Bosca è accusata, sempre come promotrice, di aver accolto le ragazze e trasferite in abitazioni di Frosinone, nel quartiere Giardino e in via Garibaldi. Avrebbe poi fissato le tariffe, distribuito abiti succinti e preservativi nonché accompagnato le ragazze sull'asse attrezzato, controllandole. Alle ragazze veniva trattenuto il 30% dei compensi o una quota tra 70 e 100 euro, nonché le spese di trasporto di una Renault Scenic, «acquistata con i proventi dell'attività» e il diritto di parcheggio che, per l'accusa, era «da corrispondere a Sandu».

Quest'ultimo, accusato di aver controllato le ragazze all'asse attrezzato, «provvedeva alla loro tutela in qualsiasi tipo di controversia o problema con analoghe figure criminali attive nella zona». Insomma garantiva «il tranquillo e regolare svolgimento degli affari illeciti, traendone profitto» con il diritto di parcheggio, che le ragazze pagavano 350 euro. Anche Ciobanu è accusato di aver fatto il "controllore". Infine, Peticca è accusato di aver «favorito la prostituzione» accompagnando le ragazze con la propria autovettura sull'asse attrezzato.