L'esecuzione dell'aggiornamento del piano regionale di risanamento della qualità dell'aria passa attraverso massicci investimenti che saranno messi in campo nei prossimi due-tre anni da parte della Regione Lazio. Sulla base delle misure ipotizzate nel piano è stata calcolata una stima indicativa del costo degli incentivi delle azioni da sostenere con risorse pubbliche (Stato, Regione e Comuni) nel periodo 2020-2025 pari a circa 179 milioni di euro (circa 35,8 milioni di euro/all'anno).

Il complesso degli incentivi non include eventuali risorse pubbliche già stanziate per l'attuazione delle azioni (ad esempio sono state già previste dal Ministero dell'Ambiente per l'Accordo di programma circa 4 milioni di euro; il decreto clima (Decreto Legge 14 ottobre 2019, numero 111) prevede fino a 1.500 euro per la rottamazione delle autovetture fino alla classe euro 3, e fino a 500 euro per i motocicli a due tempi (stanziamento per l'Italia di 255 milioni di euro) per i residenti nei comuni in procedura d'infrazione; risorse per il rinnovo del parco Tpl programmate dalle aziende ovvero previste dai Comuni e molto altro).

Cospicue le risorse previste per la Valle del Sacco, martoriata dalla presenza costante, soprattutto nei mesi invernali, del particolato atmosferico di ogni genere. Più nello specifico: 51 milioni di incentivi per la sostituzione di caldaie a biomassa per la Valle del Sacco e per il resto della regione; 45 milioni per il rinnovo del parco auto privato per la Valle del Sacco e per l'agglomerato di Roma; 48 milioni per il rinnovo del parco dei veicoli commerciali nella Valle del Sacco e nell'agglomerato di Roma; 35 milioni per il rinnovo del parco Tpl sempre per la Valle del Sacco e per l'agglomerato di Roma.

I due temi più caldi sono quelli degli impianti di riscaldamento a biomassa e quello della vetustà delle automobili circolanti. La misura relativa alla sostituzione delle caldaie alimentate a biomasse legnose risulta particolarmente ambiziosa in quanto prevede al 2025 la sostituzione degli impianti domestici alimentati a biomassa esistenti con nuovi apparecchi a minori emissione, con le seguenti percentuali di sostituzione: il 90% dei caminetti tradizionali e il 20% delle stufe a legna nella Valle del Sacco ( circa 24.000 apparecchi); il 50% dei caminetti tradizionali e il 20% delle stufe a legna nel resto della Regione (circa 73.000 apparecchi).

Per poter raggiungere le quote di rinnovo previste si ipotizza di accostare alle detrazioni già previste a livello nazionale (50% di detrazione previste dal decreto legge n. 83/2012 e poi prorogate più volte da provvedimenti successivi) un'ulteriore quota pari al 50% del costo rimanente attraverso incentivi regionali secondo lo schema di suddivisione del costo dell'impianto termico: 50% detrazioni fiscali, 25% Regione, 25% cittadino.
La sostituzione degli impianti installati deve avvenire con una caldaia, stufa e/o camino classificato 5 stelle secondo il Decreto Ministeriale numero 186 del 7 novembre 2017 o con impianto a minori emissioni (ad esempio pompe di calore, impianti a gas naturale …).

Finanziando a livello di Regione il 25% del costo dell'impianto, il contributo complessivo stanziato da Regione per questa azione risulta pari a 51 milioni di euro in 5 anni. L'intervento "rinnovo del parco veicolare auto" è finalizzato a sostituire il 5% delle auto circolanti nell'Agglomerato di Roma e Valle del Sacco alimentate a benzina di categoria inferiore a Euro3 e a diesel con categoria inferiore a Euro5 (circa 45.000 veicoli).
La quota incentivo da modulare in funzione della categoria di partenza del veicolo e delle emissioni del veicolo acquistato (es. elettrico massimo incentivo), può considerarsi pari in media a 1.000 euro.

Si prevede complessivamente quindi un contributo a fondo perduto pari a 45 milioni di euro in 5 anni per le autovetture; mentre l'intervento rinnovo del parco veicoli commerciali complessivamente è stimato in 48 milioni di euro in 5 anni.