Presentato ufficialmente il Consiglio d'Amministrazione di Stellantis, il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra Fca e Psa. I consiglieri proposti e che faranno parte del nuovo cda, dopo approvazione delle rispettive assemblee, sono: Carlos Tavares (amministratore delegato),John Elkann (presidente), Robert Peugeot (vice presidente), Henri de Castries (amministratore senior indipendente), Andrea Agnelli (amministratore non esecutivo), Fiona Clare Cicconi (amministratore non esecutivo), Nicolas Dufourcq (amministratore non esecutivo), Ann Frances Godbehere (amministratore non esecutivo), Wan Ling Martello (amministratore non esecutivo), Jacques de Saint-Exupéry (amministratore non esecutivo), Kevin Scott (amministratore non esecutivo).

Le due società sottolineano che gli «amministratori indipendenti hanno background professionali differenti e portano significative prospettive ed esperienze di rilevanza per l'azienda, in linea con lo spirito dinamico e innovativo che caratterizza la creazione di questo nuovo gruppo». Del Cda non farà invece parte Mike Manley, che, lo ricordiamo, è stato nominato per sostituire Sergio Marchionne alcuni giorni prima della sua morte nel luglio 2018. In precedenza, era stato a capo dei marchi Jeep e Ram e direttore operativo per la regione Asia-Pacifico.

Gli unici due attuali membri del consiglio di amministrazione di Fca che sono stati nominati nella società combinata sono Elkann, capo della società madre di Fca Exor e Andrea Agnelli, cugino di Elkann e membro della famiglia che controlla Fca. Ma le polemiche che immediatamente si sollevano, più che l'assenza di Mike Manley mettono sotto i riflettori un'altra assenza, più significativa: quella della rappresentanza dei lavoratori.

Pollice verso della Fim-Cisl
Il segretario Generale del sindacato Roberto Benaglia e il segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano in una nota spiegano: «Siamo stati informati da parte di Fca della nomina degli undici componenti del Cda di Stellantis. Esprimiamo la nostra insoddisfazione e delusione, sul mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, nella individuazione del componente che dovrebbe rappresentare i lavoratori di Fca nel futuro Cda di Stellantis. È un errore quello compiuto da Fca, non ci sono attenuanti. L'azienda Fca ha deciso di fare da se nell'individuare il componente che dovrebbe, simmetricamente a quello già presente in Psa, rappresentare i lavoratori di Fiat Chrysler Automobile. In Psa grazie a una legislazione a sostegno il rappresentante è stato eletto dal Comitato Aziendale, riconosciuto da un accordo aziendale, che rappresenta le organizzazioni sindacali presenti in tutti i siti mondiali. Come Fim e come Cisl da anni riteniamo che il processo di partecipazione dei lavoratori nelle imprese è un aspetto che qualifica e da valore al contributo che uomini e donne danno ogni giorno nei contesti lavorativi.

La partecipazione dei lavoratori è per noi strategica e la si esercita su più livelli. Dal coinvolgimento dal basso degli stessi nei processi lavorativi che li riguardano direttamente, all'esercizio dell'attività sindacale attraverso l'elezione democratica della sua rappresentanza nei luoghi di lavoro e come rivendichiamo da molti anni anche da una sua rappresentanza dentro i Consigli di Amministrazione o nei Comitati di Sorveglianza».

E la Fiom scrive a Zingaretti
Sempre ieri è intervenuta anche un'altra organizzazione sindacale per quel che riguarda lo stabilimento Fca di Piedimonte San Germano: la Fiom Cgil. L'organizzazione capeggiata dal segretario della Federazione Frosinone-Latina Donato Gatti ha inviato una missiva al presidente del Consiglio della Regione Lazio Mauro Buschini e al Governatore Zingaretti.
Nella nota si legge: «La scrivente organizzazione sindacale, congiuntamente con le Rsa dello stabilimento Fca e le Rsu dell'indotto con la presente è a richiedere un incontro urgente per riprendere la discussione avviata il 1 luglio 2019 inerente alle problematiche che stanno emergendo rispetto al settore automotive sul nostro territorio. Riteniamo non più rinviabile la costituzione di un tavolo permanente regionale soprattutto alla luce delle incertezze rispetto alla fusione con Psa».

Ricordiamo che proprio la regione Lazio in estate con il presidente Mauro Buschini si era impegnata per l'attuazione dell'area di crisi complessa nella zona sud della provincia di Frosinone proprio per rimettere in moto il settore dell'automotive ma da allora non sono più giunte comunicazioni ufficiali se non la delibera regionale adottata anche dal Consiglio comunale di Cassino. Per questo ora scatta nuovamente il pressing.