Nocione, una storia senza fine. A puntare il dito su una delle aree più critiche del nostro territorio è, ancora una volta, Edoardo Grossi, ambientalista da sempre in prima fila. «Sabato una grande nube di fumo, per oltre un'ora, ha coperto il cielo nella località già martoriata dai rifiuti tossici e carcasse di animali gettate in un pozzo - tuonato attraverso i social Grossi - il risultato di un grande rogo a Nocione dalle 18 a oltre le 19».

«I residenti esasperati hanno segnalato una puzza soffocante di plastica bruciata: "ci siamo dovuti barricare in casa" - prosegue l'ambientalista che continua - Episodi come questo non sono certo una novità, ma i residenti sono sempre più preoccupati e esasperati, anche per la presenza dei cumuli di rifiuti sanitari ancora a cielo aperto, venuti fuori dagli scavi del 25 giugno 2018. E chiedono un intervento immediato al Comune di Cassino che da mesi promette ma non risolve».

Il focus
Solo alcune settimane fa un altro episodio aveva visto l'area del Nocione al centro di altre segnalazioni. Resti di animali da allevamento in un pozzo consortile a pochi metri dall'area hanno fatto scattare i controlli della Asl. Dopo la segnalazione lanciata per l'odore nauseabondo a pochi metri dalla vasta area su cui pende, ancora, l'ombra dei veleni interrati, sono stati eseguiti mirati accertamenti da parte dei medici veterinari che hanno preso visione delle carcasse gettate nel pozzo. Resti, con alta probabilità, di una macellazione clandestina. Forse di una macellazione "privata", comunque non ammessa dalla legge. L'allerta era salita proprio perché i resti aninali erano stati individuati e segnalati - con l'intervento di Edoardo Grossi dell'Ansmi - a ridosso di un'area sempre sotto la lente.