È morto oggi il cittadino più longevo di Colfelice. Antonio Ricci avrebbe compiuto 104 anni il prossimo 18 ottobre. Dal lavoro nei campi alla prigionia durante la Seconda Guerra Mondiale fino all'era dei computer e degli smartphone. Antonio Ricci, nato il 18 ottobre 1916 ha sempre vissuto a Colfelice, nella casa paterna di via Sauta, fatta eccezione per il periodo di servizio militare e di combattente della guerra 1940-45.

Una vita di sacrifici per il nonno centenario. Sin da giovane si è dedicato al lavoro dei campi della famiglia con ammirevole passione e competenza ed è sempre stato legato alle istituzioni pubbliche e alle tradizioni del territorio. Sposato con Loreta Fraioli ha avuto due figli, Bernardo (morto prematuramente) e Vincenzo.
Lascia il figlio Vincenzo, le nuore Piera e Pina, i nipoti Federica, Serena (con la figlia Evita), Antonio e Davide, le sorelle Ida e Gaetana, entrambe prossime a spegnere le 100 candeline.

In occasione del 103° compleanno, festeggiato l'anno scorso, il sindaco Bernardo Donfrancesco ha portato a nonno Antonio il saluto e le congratulazioni dell'amministrazione comunale. Indimenticabili gli anni di servizio militare e di lunga e sofferta esperienza di guerra che lo videro: soldato di leva a Derna, in Libia, dal 23 settembre 1937 al 17 novembre 1938. Richiamato alle armi il 14 giugno 1940 e partito per l'Albania nell'84° Reggimento Fanteria da Bari il 23 novembre 1940, sbarcò a Durazzo il 24 novembre 1940, in territorio dichiarato in stato di guerra.
Dal 10 settembre 1943 fu nel Montenegro e in Jugoslavia. Prigioniero dei tedeschi,fu liberato dalle truppe partigiane jugoslave l'8 ottobre 1944 e continuò a combattere, come partigiano, contro il nazismo.
Rientrò in Italia il 2 luglio 1945 e fu congedato il 17 ottobre 1945.

L'amministrazione ha affisso un manifesto di partecipazione al lutto nel ricordo di Antonio come combattente, prigioniero e partigiano e dei suoi saldi e duraturi legami di affetto e solidarietà con la famiglia e con la comunità cittadina di Colfelice. «La sua vita – ha detto il sindaco Donfrancesco – è stata contrassegnata da non comune spirito di coraggio e sacrificio. È stata la testimonianza di una longevità sana e operosa, ispirata ai più puri e nobili principi della nostra terra».