Si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere i sette arrestati della maxi operazione antidroga, coordinata dal maggiore Demartis della Compagnia di Anagni, in cui nel pomeriggio di martedì sono stati sequestrati sessanta chili di hascish, oltre a materiali utilizzati, tra cui una pressa, per produrre panetti e dosi da rivendere poi sul mercato. Che secondo una prima stima avrebbero fruttato circa 600 mila euro. Il tutto all'interno di un casolare, di un ignaro proprietario, tra Anagni e Sgurgola luogo che i sette avevano scelto per non dare nell'occhio, opzione risultata però sbagliata.

I sette che sono finiti in manette, cinque romani, un colleferrino e un palianese, quest'ultimo difeso dall'avvocato Angelo Testa, sono in carcere: quattro a Rebibbia e tre a Velletri. Per loro pesanti le accuse. Il ritrovamento di sessanta chili di hascish si può considerare uno dei sequestri più importanti in Provincia di Frosinone e tutto questo grazie al blitz dei carabinieri. Il casolare era stato trasformato in una vera e propria fabbrica della droga da piazzare poi sul mercato.