Duplice omicidio stradale, condanna confermata dalla Corte di Cassazione. Si chiude così la fase processuale per l'incidente del 15 ottobre 2017 costato la vita ai coniugi Giancarlo Marrandino e Rosaria Orlando, 38 e 43 anni. È definitiva la sentenza stabilita dal gup del tribunale di Frosinone nel dicembre del 2018 a cinque anni e due mesi, con revoca della patente di guida, per Francesco Scarsella, 34 anni di Tecchiena. All'uomo, che è stato difeso dall'avvocato Tony Ceccarelli, sono state riconosciute due delle tre aggravanti contestategli, la guida con patente revocata e quella di aver provocato la morte di più persone.

Tuttavia, a seguito della consulenza tecnica d'ufficio, già in primo grado era venuta meno l'aggravante della guida sotto l'influsso di sostanze stupefacenti, inizialmente contestata. Tanto che la procura di Frosinone, che poi aveva proposto appello contro la sentenza, aveva chiesto una condanna a sette anni e quattro mesi, con lo sconto di un terzo (rispetto agli undici di partenza) per effetto della scelta del rito abbreviato. Secondo il perito non è stato possibile confermare l'ingestione della droga al momento o comunque in epoca vicina al fatto.

L'incidente mortale si era verificato sulla Casilina, in territorio di Ferentino. I mezzi coinvolti erano l'auto condotta da Francesco Scarsella, una Smart, e la moto Suzuki con a bordo i due coniugi che vivevano a Cassino, dove lavoravano nell'indotto Fiat (l'uomo era ingegnere), anche se entrambi erano di origini campane, di Aversa e di Sant'Antimo.
L'impatto, in base a quanto ricostruito dal perito Francesco Di Gennaro, è avvenuto nella carreggiata di pertinenza della moto delle vittime. L'auto condotta da Scarsella, che da Anagni viaggiava verso Ferentino, mentre stava affrontando una curva - secondo il perito - avrebbe avuto un'anomala deviazione a sinistra finendo con l'impattare con la moto. L'uomo morì sul colpo, la donna in ospedale a Latina. Entrambi i mezzi viaggiavano a velocità contenuta in un tratto con il limite a 50 chilometri orari.

A rendere la posizione di Scarsella più grave c'era il fatto di avere la patente revocata nel 2006. Dopo l'incidente Scarsella fu arrestato e piantonato in ospedale per il periodo inizialmente. Attualmente è agli arresti domiciliari e ha scontato già tre anni di quella pena. Parte civile in Cassazione l'avvocato Paolo Trofino.