Omicidio colposo per la morte del piccolo Leonardo.
È la contestazione che il sostituto procuratore Adolfo Coletta muove a un medico e una ostetrica destinatari dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari per la morte, durante il parto, di un bambino. Il decesso è avvenuto all'ospedale di Frosinone il 25 agosto del 2019. In base alla contestazione della procura frusinate i due, in servizi nel reparto di Ostetricia e Ginecologia avrebbero determinato la morte del piccolo «per colpa» per non essersi «avveduti n tempo dello stato di ipossia». Evento causato, secondo la ricostruzione dell'accusa, «probabilmente» da «una compressione del cordone ombellicale».

E questo perché non sarebbe stato eseguito «un costante monitoraggio del battito cardiaco del nascituro in quel periodo. Monitoraggio che era previsto secondo le linee guida Sigo 2016 e 2018, trattandosi di una gravidanza che presentava due fattori di rischio».
Sul punto, peraltro, i consulenti del pubblico ministero scrivono che non si può affermare con certezza che, pur riconoscendo i segnali di allarme e pur ponendo in essere un «comportamento adeguato», l'esito sia in termini di mortalità che di morbilità si sarebbe potuto evitare.

Un evento definito comunque «grave e improvviso» ancorché verificatsi «per la mancanza di sorveglianza del feto nella fase espulsiva del travaglio di parto».
Subito dopo l'evento, era stata presentata una denuncia ai carabinieri ed era stata avviata un'inchiesta da parte della procura di Frosinone. Era stata sequestrata la cartella clinica ed era stata disposta l'autopsia sul corpicino di Leonardo. La famiglia del piccolo si è rivolta all'avvocato Simone Galluccio per seguire la vicenda ai fini anche di un'eventuale costitutizione di parte civile se dovessi arrivarsi al processo. Il pm intanto ha chiesto dei chiarimenti ai consulenti al fine di valutare eventuali ulteriori responsabilità.