Oggi e domani i ceccanesi riporteranno un sindaco a Palazzo Antonelli. Forse. Se nessuno dovesse vincere al primo turno, si dovranno recare nuovamente ai seggi, per il ballottaggio, domenica 4 e lunedì 5 ottobre. Ben undici i mesi che hanno visto in Comune il commissario straordinario Giuseppe Ranieri - affiancato dal sub commissario prefettizio Stefania Galella - traghettare una città di oltre ventitremila abitanti verso questa tornata elettorale. Dopo la caduta dell'amministrazione Caligiore - il 14 ottobre dello scorso anno, per mano dei nove firmatari della dimissioni di massa - una pandemia mondiale ha rimandato a questo weekend il voto amministrativo che avrebbe dovuto aver luogo a primavera.

Uno stop imprevedibile che, probabilmente, ha aiutato la composizione delle liste dei due avversari dell'ex sindaco Roberto Caligiore, Marco Corsi ed Emanuela Piroli, che non sono riusciti comunque a trovare una quadra per schierare una coalizione di centrosinistra compatta da contrapporre a quella dell'ex primo cittadino che, ora, cerca una rivincita ma soprattutto l'occasione di portare a termine il lavoro iniziato e bruscamente interrotto. Venerdì sera la chiusura della campagna elettorale con i comizi finali. Il fiume Sacco a dividere idealmente Caligiore e i suoi candidati e sostenitori - che hanno parlato dal palco allestito sul parcheggio nei pressi della chiesa di Santa Maria a Fiume - da Corsi che ha chiamato a raccolta i suoi a Madonna della Pace e da Piroli che era a piazza Municipio.

E proprio da Santa Maria, sempre venerdì, con un post social è arrivato l'appello ai tre candidati a sindaco del parroco, Padre Antonio Mannara: «Voglio rivolgere le parole del sindaco di Paliano Domenico Alfieri: "Non ci fermiamo agli attestati di solidarietà e alla partecipazione e condivisione del dolore, importantissimi ma non sufficienti. Ora apriamo un tavolo di confronto tra Istituzioni, Famiglie, Giovani, Scuola e tutti coloro che vogliano farne parte. Un tavolo di confronto che affronti la problematica della violenza, della rabbia e di un disagio sociale che oggi è purtroppo esistente. Individuiamone le cause e cerchiamo tutti insieme di produrre le proposte per contrastarlo. Questo fa una classe dirigente all'altezza e questo ci chiede l'Italia" - ha riportato aggiungendo - Non dimentichiamo che anche il nostro territorio vive un certo malessere di valori, di dialogo, di povertà... e necessita di un tavolo di confronto. Per le famiglie, gli anziani e soprattutto per le nuove generazioni». E proprio i social sono stati i protagonisti della campagna elettorale che non ha avuto molti guizzi, anche a causa delle norme anticovid che ne hanno snaturato la "liturgia".

Sul fronte dei programmi, invece, i candidati si sono concentrati fondamentalmente su tre temi principali: ambiente, salute, sanità. Seppure con declinazioni diverse. In questi due giorni saranno i ceccanesi, nel segreto delle urne, a scegliere chi li ha convinti di più: Caligiore con i suoi quattro anni e mezzo di esperienza amministrativa, che nel 2015 strappò al centrosinistra ceccanese un monopolio politico-amministrativo di decenni mettendo a segno, insieme al senatore Massimo Ruspandini, una storica vittoria. O Marco Corsi suo ex presidente del Consiglio che, improvvisamente, non ha trovato più una sintonia con la coalizione in cui era stato eletto. O Emanuela Piroli unica donna in corsa. Loro ci credono. Tutti. Marco Corsi, Roberto Caligiore ed Emanuela Piroli. Questo è l'ordine in cui compariranno sulla scheda elettorale. Sette le liste di Corsi (Psi, Uniti per Ceccano, Nuova Vita, Marco Corsi Sindaco Ceccano Riparte, Noi per Ceccano, Città Nuova, Democratici per Ceccano). Sette quelle dell'ex sindaco Roberto Caligiore (Caligiore Sindaco, Fratelli d'Italia, Lega Salvini Lazio, Grande Ceccano, Patto Civico, La mia Ceccano, Giovani di Ceccano).

Tre per Emanuela Piroli: Cives, Ceccano a Sinistra e Verdi Democratici. Al primo turno, il 31 maggio 2015, votarono 15.139 aventi diritto su 19.979, il 76,54%. Al ballottaggio la percentuale dei votati fu del 56,38%, vale a dire 11.151 persone alle urne. Ballottaggio che non ebbe storia: Caligiore diventò sindaco con 7.079 voti, pari al 66,40%. Compagnoni si fermò al 33,60% (3.582 consensi). Oggi e domani saranno 19.410 gli aventi diritti al voto mentre 271 sono gli aspiranti consiglieri (circa 180 candidati in meno). Le liste saranno 17 (Verdi democratici con 15 candidati e non 16) contro le 28 del 2015.