La vita sfarzosa dei fratelli Bianchi non è certo passata inosservata: i beni di lusso mostrati un po' dappertutto da Gabriele e Marco Bianchi, accusati dell'omicidio di Willy Monteiro Duarte, adesso verranno passati sotto la lente di ingrandimento della Legge. Come riportato dal quotidiano on line 'Corriere della sera', la guardia di Finanza ha chiesto al pubblico ministero il sequestro dei loro beni. E di estendere lo stesso provvedimento a Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, anche loro arrestati per aver partecipato al pestaggio mortale.

Nell'istanza presentata ai magistrati, gli investigatori sollecitano il blocco dei conti correnti e di tutte le utilità a disposizione degli indagati per una cifra che corrisponde a 27 mila euro. Tale richiesta arriva dopo aver accertato che i padri degli arrestati godevano del reddito di cittadinanza per i tre nuclei familiari. Inoltre, per ottenere la cifra più alta, avevano dichiarato di non aver alcun tipo di entrata.

Avviate, dunque, verifiche per stabilire se siano stati falsati i documenti da allegare alla richiesta ma anche se siano stati effettuati controlli prima della concessione del reddito.

L'appuntamento era per le 20.30 di mercoledì sera, ma già qualche ora prima numerose persone avevano raggiunto il parco del Castello di Colleferro per partecipare alla fiaccolata in memoria di Willy Monteiro Duarte di Paliano, pestato a morte il 6 settembre scorso nei giardinetti di largo Oberdan. Moltissimi i colleferrini e non solo che sono scesi in strada accanto al sindaco Pierluigi Sanna. Il primo cittadino, infatti, aveva rivolto un invito a tutti a partecipare, ai familiari e agli amici del giovane cuoco 21enne, per unirsi al coro unanime che si sta alzando da ogni parte d'Italia e non solo: «Giustizia per Willy!».

E come è accaduto anche a Paliano nei giorni scorsi, ad aprire il lunghissimo corteo che ha "illuminato" le strade della città fino ad arrivare in piazza Italia, c'era un grande striscione con su scritto proprio "giustizia per Willy". Migliaia di persone, fra cui tantissimi giovani, hanno partecipato alla fiaccolata alla quale non sono mancati neanche i sindaci di Paliano e Artena, Domenico Alfieri e Felicetto Angelini. Sul palco, alla fine della fiaccolata, ha preso la parola un amico di Willy: «Da quando ho avuto la notizia fino ad oggi mi hanno chiesto varie volte "come stai?" Non ho avuto altre parole se non "sono scioccato" ha detto il giovane. Sono scioccato perché Willy non è morto, Willy è stato ammazzato, non solo da quattro delinquenti, è stato ucciso anche da una società che non si è posta come obiettivo primario di insegnare la solidarietà. Willy quella sera non doveva essere solo, ma doveva avere dietro noi a sostenerlo, per fargli capire che ciò che stava facendo non era soltanto giusto ma anche normale. Ora Willy non c'è più, facciamo in modo che il suo sacrificio non sia stato vano».

Il ragazzo davanti a un applauso che stava partendo dalla piazza ha invitato invece al silenzio, alla riflessione. È stata poi letta una poesia in romanesco dedicata al ventunenne, tifoso della Roma, di Davide Leva, "Er poeta romantico fastidioso".

Le indagini
Intanto la procura di Velletri ha disposto per il 23 settembre "atti irripetibili" sui vestiti dei quattro indagati per l'omicidio, i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia e sulla tappezzeria del suv Audi con cui tre degli indagati sono tornati ad Artena dopo l'aggressione. Si cercheranno eventuali tracce ematiche o comunque biologiche riconducibili alla vittima.

di: Nicoletta Fini