L'appuntamento era per le 20.30 di mercoledì sera, ma già qualche ora prima numerose persone avevano raggiunto il parco del Castello di Colleferro per partecipare alla fiaccolata in memoria di Willy Monteiro Duarte di Paliano, pestato a morte il 6 settembre scorso nei giardinetti di largo Oberdan. Moltissimi i colleferrini e non solo che sono scesi in strada accanto al sindaco Pierluigi Sanna. Il primo cittadino, infatti, aveva rivolto un invito a tutti a partecipare, ai familiari e agli amici del giovane cuoco 21enne, per unirsi al coro unanime che si sta alzando da ogni parte d'Italia e non solo: «Giustizia per Willy!».

E come è accaduto anche a Paliano nei giorni scorsi, ad aprire il lunghissimo corteo che ha "illuminato" le strade della città fino ad arrivare in piazza Italia, c'era un grande striscione con su scritto proprio "giustizia per Willy". Migliaia di persone, fra cui tantissimi giovani, hanno partecipato alla fiaccolata alla quale non sono mancati neanche i sindaci di Paliano e Artena, Domenico Alfieri e Felicetto Angelini. Sul palco, alla fine della fiaccolata, ha preso la parola un amico di Willy: «Da quando ho avuto la notizia fino ad oggi mi hanno chiesto varie volte "come stai?" Non ho avuto altre parole se non "sono scioccato" ha detto il giovane. Sono scioccato perché Willy non è morto, Willy è stato ammazzato, non solo da quattro delinquenti, è stato ucciso anche da una società che non si è posta come obiettivo primario di insegnare la solidarietà. Willy quella sera non doveva essere solo, ma doveva avere dietro noi a sostenerlo, per fargli capire che ciò che stava facendo non era soltanto giusto ma anche normale. Ora Willy non c'è più, facciamo in modo che il suo sacrificio non sia stato vano».

Il ragazzo davanti a un applauso che stava partendo dalla piazza ha invitato invece al silenzio, alla riflessione. È stata poi letta una poesia in romanesco dedicata al ventunenne, tifoso della Roma, di Davide Leva, "Er poeta romantico fastidioso".

Le indagini
Intanto la procura di Velletri ha disposto per il 23 settembre "atti irripetibili" sui vestiti dei quattro indagati per l'omicidio, i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia e sulla tappezzeria del suv Audi con cui tre degli indagati sono tornati ad Artena dopo l'aggressione. Si cercheranno eventuali tracce ematiche o comunque biologiche riconducibili alla vittima.