Al processo al "sistema Aia", parola al consulente del pm. Cecilia Sanna che con Mauro Sanna ha firmato la relazione, evidenzia le criticità sul rilascio da parte della Provincia delle autorizzazioni integrate ambientali che hanno portato al rinvio a giudizio di 18 persone tra tecnici, funzionari e politici dell'ente (tra i quali l'allora commissario straordinario Giuseppe Patrizi) e imprenditori per abuso d'ufficio, corruzione e usurpazione di funzione pubblica.

I consulenti sono stati chiamati dalla procura (ieri in aula il pm Adolfo Coletta) a rispondere sulla conformità delle autorizzazioni alla legge e se i tempi del rilascio erano coerenti con altre Aia. La consulente conferma le risultanze della relazione tecnica che le difese contestano sulla base di altre normative tecniche.
Per Nobili, la consulente rileva la non conformità dell'Aia per le emissioni di due sostanze e per l'adozione di un provvedimento provvisorio ritenuto «non previsto dalla normativa». Per Modenese, non essendosi concluso il procedimento, valutata la conferenza dei servizi. Per il perito andava richiesta una nuova Aia e non un'integrazione. Contestato il non aver considerato cumulativamente i punti emissivi che singolarmente non richiedevano autorizzazione.

Per la Reno de Medici, sull'Aia per la discarica interna, la consulente chiarisce che «la Provincia non poteva rilasciare l'atto perché l'autorizzazione di discariche di quella capacità è demandata alla Regione Lazio».
Al che l'avvocato Sandro Salera osserva che il tribunale del Riesame ha rigettato tale impostazione.
Contestata dal consulente che il provvedimento della Provincia sia stato «adottato in assenza del parere dell'Arpa che è imprescindibile».

Le difese chiedono chiarimenti per la Modenese, sul controllo delle emissioni,per la AcsDobfar sulle analisi dei fanghi. Per la Sanna tali fanghi non potevano essere sparsi sul terreno in quanto industriali, per la difesa invece andava accertata la concentrazione delle sostanze. Inoltre il legale Dobfar evidenzia che, su quel sito, i fanghi erano smaltiti «da almeno trent'anni».
Sulla competenza ad adottare l'Aia, la difesa della Reno de Medici fa riferimento a un provvedimento dell'avvocatura regionale e al fatto che la Regione abbia demandato la competenza al rilascio alla Provincia e che la Regione una autorizzazione l'ha già concessa.

Per l'Aia alla de Medici a processo Umberto Bernola, Patrizi, l'altro dirigente Ferdinando Riccardi, Stefano Nerviani, Veronica Arciuolo e Mino Leo Marucci.
Per l'Aia al depuratore Asi di Ceccano Patrizi, Bernola, Riccardi, i dirigenti Asi Massimiliano Ricci e Claudio Ferracci e per l'autorizzazione alle caldaie anche la consulente Tiziana Ombres. Per la Dobfar Bernola, Riccardi, Valentino Piergianni e Marco Falciani.
Per il depuratore di Settefrati Patrizi, Bernola e il sindaco Riccardo Frattaroli.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Salera, Patrizi, Marzi, Fonderico, Ceccarelli, Pizzutelli, Pagliarella, Quadrini, Galassi, Pezzani, Binda, Mucciarelli, Varischi, Re Ferrè, Piati, Caprio; Picchi e Testa. Parti civili gli avvocati Daniele Colasanti per la Provincia, Giuseppe Dell'Aversano per Fraioli che fu allontanato e Chiara Masi per Tolerus.