Lo avevano promesso e lo hanno fatto, sabato sera in piazza le "maglie gialle" sono rimaste per ore a parlare con i ragazzi e con i genitori. Al centro della movida per l'iniziativa realizzata dall'assessorato guidato da Luigi Maccaro, in collaborazione con la Asl, è stato un via vai. In tantissimi si sono fatti avanti, hanno chiesto informazioni, mascherine, preservativi e alcol test monouso. Tanti anche i genitori, famiglie alla ricerca di dritte o di una "scusa" per poter vigilare sui figli in giro. Alle 23.30 la musica in piazza Labriola era ancora molto forte, a popolare il cuore di Cassino migliaia di giovani.

Gruppi di curiosi si aggiravano intorno allo stand, lo slogan "Non rubate la notte ai giovani" la dice lunga, come ha spiegato Luigi Maccaro quando ha presentato il progetto: «L'obiettivo è quello di permettere ai ragazzi di vivere in pieno la propria età, fatta anche di qualche trasgressione e di qualche sciocchezza, coinvolgendo loro, i veri protagonisti, ma anche le istituzioni, la Asl, le famiglie e poi, in seguito, gli esercenti».
«Non è mai facile per gli adulti riuscire ad essere accettati dai ragazzi - spiega l'assessore - usando un linguaggio più vicino al loro, cercando di capire cosa serve ci possiamo provare. Il nostro obiettivo è la presenza educativa e la prevenzione, per ora iniziamo da piazza Labriola. Siamo una cinquantina di persone coinvolte tra ragazzi dell'unità di strada Exodus, personale della Asl e del Comune e del servizio civile. Saremo in piazza tutti i sabati, a turni ovviamente, non abbiamo un numero preciso di appuntamenti, continueremo finchè sarà possibile».

Ma cosa hanno chiesto i ragazzi e qual è la fascia di età che si è fatta avanti?
I più numerosi sono stati i giovani dai 18 ai 30 anni, a loro sono stati consegnati opuscoli informativi, preservativi, mascherine e alcol test, piccoli "accorgimenti" che permettono di trascorrere una serata all'insegna del divertimento ma in sicurezza.
Per i più piccoli, gli adolescenti, la situazione è stata un po' diversa. Si sono avvicinati a chiedere, non senza qualche remora, e con fare baldanzoso di chi "già sa tutto".
Tantissimi invece gli adulti, i genitori, anche quelli che hanno figli già grandi o ancora piccoli.
«Io sono nonna ormai, e i miei nipotini sono bambini ma mi rendo conto che i ragazzi di oggi sono davvero fuori controllo - ha detto una signora che ha passato qualche minuto allo stand - La colpa è nostra, è inutile girarci intorno. La scuola, le istituzioni, la società sono un prolungamento della famiglia, gli abbiamo dato troppo e li giustifichiamo per tutto».

Sabato "l'invasore" si è fatto avanti, e dai portici, come dai gradoni, i ragazzi hanno spiato e studiato i movimenti dell'esercito giallo. Sarà difficile, a volte potrà sembrare inutile, il traguardo per tutti, invasori e invasi, è quello di difendere il divertimento, la libertà di trascorrere una serata con amici, anche la libertà di poter fare un errore. Un presidio fisso che aiuterà a disincentivare anche episodi di violenza. Intanto a centinaia hanno ricevuto il portamascherina, gadget dell'iniziativa.