È stato il pioniere della coltivazione delle cave di Coreno. Si è spento ieri pomeriggio, all'età di quasi novant'anni, Aldo Stati, un simbolo della storia del distretto industriale del marmo Perlato Royal Coreno. Aldo Stati, originario di Capistrello, negli anni Cinquanta lavorava alla fabbrica di Montecassino per la ricostruzione dell'abbazia distrutta dalla guerra, quando conobbe la pietra di Coreno, notissima sin dal tempo dai Romani, ma purtroppo da secoli dimenticata e all'epoca utilizzata soltanto per i cippi stradali.
Scalpellino esperto qual'era, intuì subito che quella montagna incastonata nell'arco dei monti Aurunci custodiva un "tesoro bianco" che aspettava soltanto di essere coltivato.

Non perse tempo: con tutto l'entusiasmo della gioventù, insieme alla moglie Marcella, si trasferì a Coreno, dove cominciò a coltivare la prima cava del paese, diede lavoro a moltissimi compaesani abruzzesi e ad altrettanti corenesi, e mise su famiglia. Famiglia addolorata che oggi ricorda la sua eleganza e la sua sobrietà. Aldo, insignito nel 1994 dell'onorificenza di Cavaliere del Lavoro, non ha mai dimenticato la sua Capistrello soprattutto a tavola, ma poteva ben dire di avere "due cuori": a Coreno divenne anche presidente della squadra di calcio e fu grande sostenitore della fiera del marmo negli anni Settanta, perché voleva far conoscere al mondo intero la bellezza del Perlato Royal: recentemente, è stato anche presidente del centro anziani.

Immediato il cordoglio di Domenico Corte, ex sindaco del paese, che ha anche militato nella squadra di calcio presieduta da Stati: «Abbiamo collaborato nei primi anni della mia amministrazione quando lui era presidente del centro anziani. Aldo era una persona attiva e disponibile, è stato un vero e proprio pioniere del nostro marmo, il suo ricordo resterà indelebile».
Oggi alle 15 nella chiesa della Madonna della Quercia si terranno le solenni esequie funebri.