I rifiuti a cielo aperto alle spalle dell'Eureka si devono rimuovere: quella ordinanza non è "negoziabile". Se, infatti, l'attuale provvedimento è stato parzialmente modificato a seguito della comunicazione dei primi dati, quello relativo allo smaltimento dei sacchi in via Fucieri resta vigente. Anzi, di stretta e necessaria attuazione.

Lo ha ribadito dopo l'incontro il primo cittadino Ferdinandi. La scoperta da parte degli ambientalisti, lo ricordiamo, è avvenuta a meno di un centinaio di metri dall'azienda specializzata nello smaltimento di pneumatici esausti e metalli andata a fuoco nella notte del 23 agosto. In merito era stato presentato pure un esposto.

Revocato il divieto di consumare i prodotti dell'agricoltura previo lavaggio accurato. No, invece, alla vendita di ortaggi, frutta e verdura. Occorrerà avere in mano tutti i dati richiesti, poiché ieri ne sono stati resi noti solo alcuni: già un primo importante step che ha fatto tirare alle istituzioni e dunque alla cittadinanza un sospiro di sollievo. I parametri riferiti durante l'incontro che si è tenuto ieri dalla 10.30 hanno infatti raccontato la presenza di microinquinanti nella norma, anzi.

«Rispetto a quello che purtroppo è accaduto ad Aprilia, come ci hanno riferito, le cifre sono un millesimo rispetto alla soglia rilevata a seguito dell'incendio pontino» spiega il sindaco Ferdinandi a margine del tavolo tecnico che è andato avanti fino alle 14. Poi ringrazia tutte le istituzioni presenti e tutti gli attori in campo: «Un eccellente lavoro di squadra».

Le decisioni
Al tavolo tecnico erano presenti la Asl, l'Arpa Lazio, la Provincia di Frosinone, il Cosilam e le due associazioni di categoria Coldiretti e Unindustria oltre all'amministrazione di Villa Santa Lucia e al "padrone di casa". Un vertice nato come tavolo di crisi subito dopo il rogo e ora di fatto diventato di studioe di progettualità per intervenire in modo concreto in favore della salute pubblica. Se, infatti, i primi dati sulle colture hanno fatto tirare un sospiro di sollievo, in via precauzionale è stato deciso in modo unanime di bloccare la vendita dei prodotti delle coltivazioni in attesa degli ultimi responsi.

In verità, quelli relativi ai campionamenti di Villa Santa Lucia, sono tutti pronti e tutti positivi per l'ambiente.
Mancano alcuni "tasselli" rispetto a quanto fatto a Piedimonte. Per questo motivo si è deciso di attendere ancora una settimana prima di far rientrare del tutto lo stato di emergenza. E permettere anche di vendere ortaggi, frutta e verdura.

Attesa per l'ultimo "tassello"
I dati relativi ai campionamenti effettuati dall'Arpa attraverso la centralina piazzata a ridosso del rogo, avevano raccontato sin da subito un rientro dei parametri ritenuti oltre soglia. Nelle rilevazioni successive alla prima, le concentrazioni erano subito apparse in regressione facendo riferimento alla diossina (in calo già alla seconda misurazione). Ma per essere certi oltre ogni ragionevole dubbio visto il possibile impatto sulla terra e i suoi prodotto la seconda ordinanza del sindaco Ferdinandi aveva fatto espresso divieto solo di consumare e vendere le relative coltivazioni in tutto il territorio comunale. Ordinanza ora revocata solo in parte. E a cui si era uniformato come pure oggi anche il sindaco di Villa Santa Lucia.

A questo punto il Sian sta valutando se ritirare la proposta di effettuare analisi sugli animali: i parametri messi sul tavolo ieri sembrerebbero già sufficienti. Ma prima di poterlo confermare, si attendono gli ultimi accertamenti, quelli relativi alla diossina assorbita dalle coltivazioni. Poi nuovo vertice e nuove decisioni. Stessa considerazione per la analisi ematologiche sui residenti. Tutto, dunque, resta in stand by, ma con una prospettiva diversa. 

di: Carmela Di Domenico