Fca mette sul tavolo 2,5 miliardi di euro di investimenti per Maserati, brand del lusso del gruppo. Una notizia che rincuora, e non poco, lo stabilimento Fca di Piedimonte San Germano che a partire dai prossimi mesi produrrà il Levantino del Tridente. E infatti una cifra notevole dell'investimento, ovvero 1,6 miliardi è destinata a Mirafiori e Cassino e servirà per lanciare 16 modelli entro il 2024, per l'elettrificazione e per le nuove tecnologie. Soltanto per l'ultima nata, la super sportiva Mc20, l'investimento è di 350 milioni.

L'obiettivo è vendere oltre 75.000 Maserati entro il 2025, anche di più se il mercato si riprenderà, ma non oltre le 80.000 unità perché l'esclusività va mantenuta.
Maserati, insieme ad Alfa Romeo, sembrano essere i marchi sui cui il Gruppo intende puntare maggiormente anche in vista della fusione.

Spiega Mike Manley: «Il piano Maserati non comporta un ridimensionamento del brand Alfa Romeo che ha un futuro molto vitale, non è stata abbandonata, a breve annunceremo un nuovo modello. Una buona parte dei 2,5 miliardi di investimento per Maserati andranno anche a beneficio di Alfa» spiega Manley, che al suo fianco ha il Ceo del Tridente Davide Grasso.

«Periodi come quello della pandemia  - osserva Manley - confermano le ragioni dell'unione. Stiamo facendo progressi nell'ottenere i permessi per perfezionare l'accordo entro il primo trimestre del nuovo anno.
È un progetto per creare valore, clienti e investitori e dare futuro ai dipendenti. Le due società sono allineate su questo - afferma - Quanto alla possibilità che sia rivisto l'extradividendo da 5,5 miliardi per la fusione, Manley dice di non volere alimentare idee speculative» aggiunge.

«La fusione è un progetto di medio lungo termine.
Quello che è chiaro a me e Carlos Tavares è che dobbiamo avere un'azienda con le risorse giuste e che gli azionisti ricevano il valore che si aspettano».
Il manager è rassicurante sul futuro di Mirafiori, dove si produrranno le nuove GranTurismo, prima vettura completamente elettrica di Maserati e GranCabrio.
«È la casa storica del Gruppo, sarà la casa di Maserati e qui facciamo la 500 BEV. Continueremo a investire in questo stabilimento essenziale per il futuro del gruppo» sottolinea.

A Cassino sarà prodotto il prossimo anno il suv che si chiamerà Grecale, come il vento,e giocherà un ruolo di primo piano per lo sviluppo del marchio. Manley parla anche del suo futuro dopo la fusione quando alla guida di Stellantis arriverà il francese Carlos Tavares.

«Continuerò a fare parte di questo gruppo» garantisce.
Parole, quelle di Mike Manley,che "scaldano" il sindacato. A intervenire subito è il segretario della Fim-Cisl Ferdinando Uliano, che spiega: «Come sindacato ci auguriamo che la gamma dei 7 modelli Maserati entro il 2022, riconfermati nelle ultime ore da Manley, si realizzi a breve. Le versioni ibride di Ghibli e Levante a Grugliasco e Mirafiori, il nuovo suv compatto Grecale a Cassino previsto per il 2021 e le nuove Granturismo e Gran Cabrio previste successivamente a Mirafiori.
Il completamento della gamma del Tridente, nelle diverse versioni ibride ed elettriche, possono rappresentare una caratterizzazione degli stabilimenti italiani sulla fascia del lusso, anche per i marchi post-fusione».