Una giornata intensa, contatti continui tra l'amministrazione di Piedimonte e l'Istituto zooprofilattico di Roma per avere i dati relativi alle analisi sugli ortaggi. Dati che saranno dirimenti per capire come muoversi in quella che potrebbe essere chiamata fase "tre" legata all'incendio divampato all'Eureka il 23 agosto, ovvero quella successiva alla fase emergenziale e alle prime importanti mosse (come l'emanazione di mirate ordinanze, tre fino a ieri) volte a tutelare la salute dei cittadini dei Comuni di Villa Santa Lucia e di Piedimonte San Germano.

Gioacchino Ferdinandi già da lunedì ha sollecitato i medici capitolini affinché elaborassero in tempi brevi questi responsi: tanta l'apprensione della cittadinanza, percepita dal sindaco. Paure condivise, tutte comprensibili, che hanno spinto anche ieri il primo cittadino a nuovi solleciti: l'elaborazione e la relativa comunicazione erano infatti previste per ieri. Fino alle 19 l'attesa è stata nutrita da mille telefonate. Poi tutto è traslato alla giornata di oggi. Anche perché domani è stato convocato dal sindaco di Piedimonte un tavolo tecnico che servirà a stabilire come procedere.

Le istituzioni dovranno indicare dati e risultati alla mano quali possano essere i prossimi passi necessari a stabilire e valutare lo stato di salute del nostro territorio.
Se, ad esempio, occorra ripetere i campionamenti sui terreni oppure se sia necessario procedere con le analisi su animali, uova e in ultima istanza residenti.
Proposta, questa, che era arrivata dall'associazione provinciale dei medici di famiglia. Al tavolo, sollecitato dal sindaco Ferdinandi, sono stati invitati sia i membri dell'Istituto superiore della salute, sia i tecnici del Sian oltre agli attori che già hanno preso parte al primo tavolo, quello "d'emergenza" convocato poco dopo l'incendio. 

Le indagini
L'incendio divampato all'Eureka resta sotto la lente degli inquirenti. La procura, con mirati accertamenti coordinati dalla dottoressa Marra, sta valutando ogni elemento raccolto. E prima di ogni altra cosa, sta aspettando le relazioni dei vigili del fuoco: fondamentali gli elementi in esse contenuti da cui partire e su cui concentrare le proprie attenzioni per escludere la matrice dolosa. Ipotesi che al momento non può essere esclusa.

Due, infatti, gli incendi avvenuti a distanza di meno di 24 ore: quello che ha distrutto l'Eureka, sprigionando una colonna di fumo nero dalla combustione degli pneumatici esausti pronti allo smaltimento (con parametri di microinquinanti "sorvegliati speciali" grazie alle centraline dell'Arpa) e, la notte successiva, il rogo a Sant'Ange lo, dove le fiamme hanno avvolto magazzini e depositi della Legni Sud. Nel primo caso gomme esauste e materiali plastici, nel secondo caso solventi e una bombola a gas: un grosso colpo all'ambiente. I due casi, però, al momento non sono seguiti in maniera congiunta dalla procura né sembrerebbe possibile individuare punti di connessione sebbene modalità e tempistiche siano simili.

«Spero che le autorità competenti riescano a trovare i colpevoli di questo ennesimo disastro non solo per la coltivazione e la pastorizia ma per il vivere quotidiano.
La provincia di Frosinone ha il bisogno immediato dello sviluppo del Registro Tumori» ha chiosato Di Mambro, già consigliere comunale di Cassino da tempo in lotta per l'attuazione e lo sviluppo del Registro Tumori. Un episodio, questo, che riaccende i fari su un altro fronte, affatto secondario.