Un senso di tristezza e dispiacere pervade gli abitanti del paese per la tragica scomparsa di Lakbir Lahdadoua, il marocchino di sessantacinque anni che ha perso la vita nella nottata tra lunedì e martedì in territorio di Ceccano, in località La Spina, per le conseguenze di un terribile schianto della sua automobile contro un albero. Già da martedì mattina c'è stato un grande flusso di amici e parenti verso la sua abitazione. L'uomo era molto conosciuto ad Amaseno, dove si era trasferito con la sua famiglia più di quindici anni fa, i concittadini lo chiamavano "Pietro" e la sua famiglia è ben integrata nel paese lepino.

Per quanto concerne le esequie, il funerale non verrà celebrato ad Amaseno dato che i familiari, seguendo un'usanza diffusa tra i loro connazionali, hanno preferito rimpatriare direttamente la salma in Marocco per dargli sepoltura nella sua terra natia. Lakbir lascia due mogli e una famiglia molto numerosa che vive in una villetta in località Collecotto, alla quale proprio l'uomo, assieme agli altri familiari, stava apportando delle migliorie da inizio estate fino a questi giorni.

In paese viene ricordato come una persona tranquilla, legata alla sua cultura ma anche perfettamente integrata nel tessuto sociale; spesso era possibile incontrarlo in qualche bar del paese e scambiare con lui quattro chiacchere. In passato aveva lavorato nel settore edile con una ditta della provincia di Latina, ultimamente si preoccupava di accompagnare al lavoro i suoi familiari.