Alfa Romeo e Maserati sono i marchi strategici sui quali intende puntare il gruppo Stellantis che nascerà nel 2021 dalla fusione tra Fca e Psa. E nel 2021 nello stabilimento di Cassino insieme alla Giulia e allo Stelvio, ovvero i due modelli top di gamma di Alfa Romeo, arriverà anche il Levantino, ovvero il Suv della Maserati. Quindi lo stabilimento ai piedi dell'abbazia sarà centrale nei futuri piani. Tuttavia alle speranze suscitate dai piani industriali, fanno da contraltare i timori. Un particolare scetticismo viene palesato dalla Fiom.

Il segretario dei metalmeccanici della Cgil Michele De Palma non nasconde i timori. E dice: «Nel nostro Paese manca un piano strategico per la mobilità del futuro. Occorre ragionare del cambiamento e delle prospettive della mobilità. Abbiamo contestato il piano industriale di Marchionne, non soltanto per le condizioni di lavoro, ma anche perché prevedeva quasi esclusivamente la produzione di auto di lusso e Premium. Con il lusso e con il Premium non si saturano tutti gli stabilimenti italiani. La Fiom aveva provato a dire che in Italia dovevamo mantenere la produzione di auto di massa. L'accesso alla mobilità non può essere riservato solo alle classi abbienti».

Lo ha detto Michele De Palma, segretario nazionale Fiom e responsabile automotive, alla Festa dei metalmeccanici Cgil a Torino.
«Siamo stati tra i primi - ha aggiunto - a chiedere l'elettrico e l'ibrido. Ora si sta facendo a Torino la 500 elettrica, ma il prezzo non è accessibile a tutti. È un tema che abbiamo posto al Governo ma la risposta che abbiamo avuto sono i bonus, che non è esattamente quello di cui abbiamo bisogno per rilanciare la produzione di auto e per garantire la tutela dell'occupazione negli stabilimenti di Fca e di tutta la componentistica. Il futuro dell'automotive passa per due elementi fondamentali: il ruolo di Fca in primis. Le multinazionali non sono apolidi. Abbiamo chiesto l'apertura di un tavolo per discutere del prestito a Fca di 6,3 miliardi.

Ma ancora oggi non c'è trasparenza sul piano che è stato sottoscritto. L'altro punto è che se il Governo non fa questo tipo di operazione di aprire il tavolo sull'automotive, dovranno essere le lavoratrici e i lavoratori a mobilitarsi anche unitariamente e costruire una vertenza unitaria come è stato fatto a Torino per la tutela dell'occupazione e del lavoro». I timori, dunque, non mancano. E intanto in Fca torna anche la cassa integrazione. Ieri l'azienda ha confermato lo stop sulle linee di Giulia e Stelvio nelle giornate di lunedì 14 e 21 settembre, mentre si lavorerà regolarmente su Giulietta.