Miasmi e nuovi sversamenti nelle acque di rio Pioppeto, che ieri mattina, stando a quanto accertato dagli attivisti, erano opache: comitato e cittadini ora sul piede di guerra. Pronti persino ad assemblee pubbliche e a sit-in.

«L'incubo non è finito per i residenti della zona Solfegna Cantoni e dell'area industriale. La rete fognaria torna a suscitare polemiche per la fuoriuscita di odori nauseabondi. Gli abitanti da anni protestano per la situazione intollerabile che stavano vivendo, costretti addirittura a rimanere chiusi in casa, per via delle esalazioni insopportabili».

Con queste parole i membri del Comitato "Solfegna Cantoni" hanno voluto alzare ancora una volta il livello d'attenzione su un problema affatto nuovo che coinvolge tutti i residenti della zona. Gli stessi che sempre grazie al comitato "Solfegna" organizzarono una raccolta firme in periferia per la costruzione di un dossier, finito peraltro in Parlamento. Ma nulla sembra cambiato. Come qualche anno fa, continuano gli attivisti, costante è l'impegno del comitato.

«Ieri mattina, dopo l'ennesima segnalazione fatta dai residenti che indicavano odori nauseabondi, ci siamo recati sugli impianti di sollevamento su una strada dell'area industriale e abbiamo notato la fuoriuscita di sostanze che producevano odore acre e nauseante  - ha affermato il presidente La Marra - Diciamo No a questo scempio, causa di enormi disagi per gli abitanti.
Non ci stiamo e teniamo alto il senso di responsabilità per poter risolvere e prevenire il problema».

L'impianto di depurazione gestito dalla società AeA è entrato a pieno regime dopo la riapertura dei siti industriali dalle ferie estive, connessi alla rete fognaria, ma «nella zona resta il problema dei cattivi odori» affermano i cittadini.
«In quest'ultima settimana più volte i residenti si sono lamentati per i cattivi odori  - hanno continuato gli esponenti del Comitato, rappresentati da Gianni - La Marra e Bendetto Vizzaccaro - La vivibilità dei residenti nell'area industriale di via Cerro - Solfegna di Cassino è compromessa da anni per gli odori nauseabondi e per gli sversamenti. Finora tutte le ricerche fatte dal Comune e dal Cosilam non hanno portato a individuare né le cause e né la possibile soluzione per porre fine ai miasmi che rendono invivibile, soprattutto di notte, la permanenza in tutta l'area».

L'aumento delle temperature rende, poi, tutto più complesso da gestire e sopportare. E il ritardo segnalato dagli attivisti in relazione alla copertura delle vasche del depuratore non aiuta. «Facendo seguito anche alla delibera numero 2 del 22 febbraio 2018 licenziata dal consiglio comunale di Villa S. Lucia, proponiamo ancora una volta di dare un incarico a un'azienda specializzata nell'individuazione dei miasmi» continuano gli attivisti. Non si escludono per questo sit-in persino davanti al Comune di Cassino.
«Questo per rendere evidente la necessità, oramai improcrastinabile, da parte delle istituzioni interessate in maniera diretta o comunque con un potere di intervento, di farsi carico immediatamente del problema e di dare risposte concrete» hanno concluso gli attivisti.