Non solo industria. L'inquinamento che mette in crisi il Liri è anche di tipo biologico. Come quello prodotto da depuratori che non funzionano a dovere.
Sarebbero almeno due gli impianti sospettati, entrambi sorgerebbero lungo il primo tratto del fiume, in territorio abruzzese, causando problemi ulteriori alla qualità delle acqua già minacciata dai reflui industriali. Si tratterebbe di quelli di Canistro e di Capistrello, oggetto di verifiche da parte dell'Agenzia ambientale della Regione Abruzzo.

Intanto proseguono le indagini dei carabinieri forestali abruzzesi alla ricerca di fonti inquinanti e scarichi non autorizzati, mentre tra la popolazione rivierasca del Liri cresce la preoccupazione per le condizioni di salute del fiume anche dopo le ripetute "schiumate" affiorate più a valle, soprattutto nei territori di Sora e Isola del Liri. Un'emergenza che ha indotto la Regione Lazio e la Regione Abruzzo a predisporre un piano di monitoraggio dei rispettivi tratti di pertinenza.
Le agenzie ambientali delle due regioni, sia l'Arpa che l'Arta, insieme a sindaci del comprensorio, alla XV comunità montana e a diverse associazioni hanno intavolato una collaborazione finora inedita per tutelare il corso d'acqua scambiandosi e incrociando i dati delle ultime analisi effettuate.

Il direttore dell'Agenzia ambientale della Regione Abruzzo, Maurizio Dionisio, ha fatto il punto sulla situazione emersa in queste settimane dai nuovi campionamenti. Al sito web a " Info media news" ha dichiarato: «Abbiamo registrato qualche peggioramento a valle del fiume Liri in alcuni centri abitati e nei relativi depuratori. Si tratta di un inquinamento di carattere organico e solo parzialmente chimico, quindi probabilmente bisognerà verificare la capacità depurativa di alcuni depuratori che insistono sull'asta fluviale del Liri. I nostri punti di prelievo e di analisi continuano a monitorare attentamente quello che accade. Abbiamo bisogno di tempo. Altri particolari non li posso riferire, stante il segreto istruttorio imposto dalle indagini in corso».

Le indagini citate dal direttore dell'Arta sono quelle avviate dai carabinieri forestali abruzzesi. Dionisio ha concluso sottolineando la grande attenzione dedicata dall'Arta Abruzzo alle condizioni del Liri e che la sua agenzia andrà fino in fondo per scoprire le cause dell'inquinamento.