Willy si era diplomato all'istituto Alberghiero di Fiuggi. Fare il cuoco gli è sempre piaciuto e lo ha dimostrato da subito cercando di trovare occupazione ed essere di aiuto anche alla sua famiglia. Nel 2018 ha presentato il suo curriculum all'Hotel degli Amici ad Artena dove è stato subito accolto a braccia aperte da tutto lo staff. E proprio per la sua passione per la cucina, per il suo mondo che amava tanto e gli dava molte soddisfazioni, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha annunciato che intitolerà un istituto della Regione proprio a giovane cuoco. E sempre dalla Regione l'impegno a pagare le spese legali nel procedimento per la morte di Willy.

«Non lasceremo da sola la famiglia di questo ragazzo scomparso, a cui ci uniamo in questo momento difficile». Sostegno anche da parte del sindaco di Paliano Domenico Alfieri che ha annunciato che come amministrazione sosterranno tutte le spese del funerale. Ed è tanta la solidarietà di amici e persone che conoscevano e stimavano Willy e che si stanno attivando per non lasciare sola la famiglia del ventunenne.

«Da dove provengono i virus della prepotenza, della violenza, della vigliaccheria, del disprezzo della vita, della stupidità che generano queste tragedie e gettano nella disperazione intere famiglie e comunità. E nemmeno vale invocare la mancanza di premeditazione, che, casomai, diventa un'aggravante, in quanto individua persone che non sono nemmeno in grado di valutare gli effetti immediati di quanto stanno compiendo». Parole forti di monsignore Vincenzo Apicella, vescovo di Velletri-Segni nella cui diocesi ricadono sia Colleferro (teatro della tragedia) sia Artena (paese dei quattro giovani arrestati). Parole scritte nero su bianco in una lettera inviata dal vescovo ai sacerdoti della diocesi, per essere letta in tutte le chiese durante le messe di sabato e domenica prossimi. Il vescovo Apicella domenica sera ha raggiunto Colleferro per pregare sul luogo dove è stato pestato a morte Willy, stringendo in un abbraccio forte Milena, la sorella del giovane.

La lettera
«Nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre è avvenuto nella nostra diocesi, a Colleferro, l'ennesimo atto di feroce e assurda violenza, cui non possiamo rassegnarci, nonostante la frequenza con cui la cronaca li riporta anche perchè questa volta ci riguarda molto da vicino - si legge nella lettera inviata dal vescovo ai sacerdoti -. Un ventunenne di Paliano, Willy Monteiro è stato ucciso a calci e pugni da quattro coetanei, nostri condiocesani, durante una rissa di cui non conosciamo i motivi e a cui era molto probabilmente estraneo. Una giovane vita, spezzata così brutalmente sotto i nostri occhi, grida alla nostra coscienza e non possiamo gettarla con indifferenza alle nostre spalle. Quanto è accaduto è un segno che ci interroga e deve aiutarci ad aprire gli occhi su una realtà inquietante e scomoda, di cui tutti siamo, ciascuno per la sua parte, corresponsabili.

Da dove provengono i virus della prepotenza, della violenza, della vigliaccheria, del disprezzo della vita, della stupidità che generano queste tragedie e gettano nella disperazione intere famiglie e comunità. E nemmeno vale invocare la mancanza di premeditazione, che, casomai, diventa un'a ggravante, in quanto individua persone che non sono nemmeno in grado di valutare gli effetti immediati di quanto stanno compiendo. Dobbiamo chiederci se stiamo facendo tutto il possibile per trovare gli antidoti, anche se non possiamo produrre vaccini sicuri che possano metterci al riparo da questi fenomeni angoscianti che sono soltanto l'emergere evidente di un malessere endemico, molto più diffuso di quanto possiamo pensare.

Siamo quotidianamente seduti su una polveriera, che può esplodere improvvisamente e di cui non abbiamo consapevolezza. La famiglia, la Chiesa, la scuola, le istituzioni, i mezzi di comunicazione, siamo tutti chiamati in causa e tutti dobbiamo sentirci partecipi di quella fondamentale e indispensabile opera di civiltà che si chiama educazione e che va rivolta a tutti, anche agli adulti. Willy riposa tra le braccia amorevoli del Padre, ma noi ci sentiamo come Adamo, il nostro padre terreno che quando seppe che Caino aveva ucciso Abele. Il Signore abbia pietà di noi».

Il messaggio dell'AC
Un messaggio anche dall'azione cattolica di Palestrina che si è stretta attorno al dolore dei familiari di Willy.
«Tutta l'Azione Cattolica diocesana resta sgomenta e frastornata per la perdita di Willy, un acierrino, poi giovanissimo, cresciuto nell'associazione parrocchiale della sua città, Paliano, un giovane attivo e presente nella vita della comunità. Una preghiera e un abbraccio vanno alla sua famiglia, il cui dolore difficilmente può essere anche solo immaginato. Permetteteci poi una preghiera anche per le famiglie dei ragazzi che si sono resi protagonisti di questo gesto impensabile.
Indipendentemente dal corso della giustizia, quanto accaduto possa portare a una profonda riflessione e presa di coscienza della deriva che ci travolge».

di: Nicoletta Fini

Questa mattina alle 9.30 sarà conferito l'incarico per l'autopsia sul corpo di Willy Monteiro, il ventunenne pestato a morte nelle prime ore di domenica mattina a Colleferro. L'esame autoptico si terrà successivamente, intorno alle 11.30 nell'istituto di Medicina legale di Tor Vergata e sarà effettuato dal professore Potenza.
Consulente di parte della difesa sarà il dottore Cirillo.
Molto probabilmente i funerali si svolgeranno nella giornata di domani o venerdì. Per il giorno dei funerali è stato proclamato il lutto.

Si svolgeranno nel campo sportivo, in modo da poter dare la possibilità a più persone possibili di partecipare ai funerali anche nel rispetto delle norme anti-covid.
Il sindaco di Paliano, da subito vicino alla famiglia, ha annunciato che come amministrazione pagherà tutte le spese del funerale. E tanti attendono di portare l'ultimo saluto a Willy, descritto da tutti come un ragazzo gentile, educato, solare. Era appassionato di cucina.
Aveva studiato all'Alberghiero di Fiuggi e attualmente lavorava come aiutante cuoco all'Hotel degli Amici, ad Artena.

Era tifoso della Roma, amava il calcio, giocava sui campetti con la maglia della squadra giallorossa.
Proprio l'AS Roma ha voluto dedicare un messaggio di addio al ventunenne. «Willy Monteiro Duarte sognava di poter indossare un giorno la maglia della sua amata AS Roma. Questo sogno è stato spezzato nel modo più tragico e brutale possibile. I nostri pensieri vanno alla famiglia e agli amici di Willy. Riposa in pace, Romanista»: è il messaggio su Twitter al giovane di Paliano da parte della AS Roma.

Intanto continuano i momenti di preghiera e vicinanza alla famiglia del giovane. Questa sera alle 21, dopo il momento di preghiera di lunedì che si è svolto davanti alla chiesa dei Cappuccini, e quello di domenica sera a Colleferro, nel luogo dove è morto Willy, si svolgerà una fiaccolata in Piazza XVII Martiri. «Insieme ai ragazzi di Paliano - sottolinea il sindaco di Paliano Domenico Alfieri - abbiamo organizzato una fiaccolata in ricordo del nostro amato Willy. L'appuntamento è alle ore 21 presso Piazza XVII Martiri (Municipio). È obbligatorio l'uso della mascherina».

Veglia di preghiera a Tecchiena
L'uccisione dopo un violento pestaggio di Willy Monteiro ha riaperto una ferita, mai rimarginata, nella comunità di Tecchiena di Alatri che tre anni fa ha pianto per l'uccisione da parte di un branco di Emanuele Morganti. Per questo domani alle 21.15 si svolgerà una veglia di preghiera per non dimenticare i due ragazzi nella piazza antistante la chiesa.

Il cordoglio
Alla famiglia di Willy, a sindaci di Paliano, Colleferro e Artena e alle comunità, il sostegno del presidente della provincia di Frosinone, Antonio Pompeo e dell'amministrazione provinciale.

«Da rappresentante dell'istituzione provinciale, da sindaco ma soprattutto da uomo e da padre voglio esprimere il mio più sincero e profondo cordoglio per le drammatiche circostanze e le modalità inaccettabili.
Tutto questo rende ancora più difficile comprendere che una giovane vita venga spezzata con efferata violenza e inconcepibile brutalità. Quanto accaduto è anche una sconfitta per una società che vuole definirsi "civile", un duro colpo ai valori del rispetto e della convivenza pacifica che noi, prima degli altri, nei nostri ruoli amministrativi e politici, abbiamo il dovere di promuovere l'impegno di diffondere nelle rispettive comunità. Abbiamo la responsabilità collettiva dell'educazione ai principi di solidarietà, della comunità e di una coscienza comune e condivisa troppo spesso dimenticata, emarginata e calpestata in nome di egoismi e pericolose derive».

di: N. F.

Un post dal contenuto allucinante, cui ne sono seguiti altri che alternavano prese di distanze a contenuti di carattere diverso. Il tutto prima della chiusura del profilo. Tutto questo è accaduto ieri su Facebook e ha come autore chi si è celato dietro al profilo di tale "Manlio Germano", ossia il nome di un personaggio del film "Caterina va in città" interpretato da Claudio Amendola, che in quell'occasione vestì i panni di un parlamentare di destra proveniente proprio da Latina.
Il contenuto del post, che vedete nella foto, ha indignato l'Italia intera e, in considerazione del fatto che su quel profilo figurava un presunto legame tra il personaggio in questione e la città di Latina, sono scattate alcune indagini.

Al momento si starebbe lavorando su un doppio binario: da un lato sono entrati in azione gli investigatori della Digos del capoluogo proprio per i riferimenti del profilo Facebook alla città di Latina; dall'altro, invece, si sta muovendo la polizia postale pontina, che sta cercando di capire chi sia la persona che ha scritto le frasi condannate praticamente da tutto il Paese.

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Tra l'altro, data la delicatezza dell'accaduto, è stata già formulata un'ipotesi di reato: propaganda finalizzata alla discriminazione razziale e istigazione a delinquere.
Gli investigatori, dunque, dovranno capire se questo Manlio Germano sia un profilo fake – come in molti hanno sottolineato sulla rete – ma soprattutto dovranno identificare chi materialmente ha scritto quel post e tutti quelli che si sono succeduti.

In uno di questi, infatti, l'utente dei social ha "scaricato" la colpa della pubblicazione del post su alcuni amici che avrebbero preso in mano il suo telefono. «Io mai oserei pensare certe cose» è uno dei passaggi del post in questione. Chiaramente, ogni frase dell'utente è stata giustamente condannata dal popolo del web: ora, però, dovrà essere trovato il responsabile (o i responsabili) di tutto questo, perché una cosa così grave va chiarita nel più breve tempo possibile.

di: La Redazione

Respingono le accuse. Sostengono di non aver toccato Willy, il ventunenne morto nelle prime ore del mattino di domenica scorsa a Colleferro, nei giardinetti in largo Oberdan. I fratelli Marco e Gabriele Bianchi, 24 e 26 anni da compiere a ottobre, atleti di arti marziali miste, e di Francesco Belleggia, 23, e Mario Pincarelli, 21 accusati dell'omicidio del ventenne di Paliano, Willy Monteiro Duarte, contestano ogni addebito.

Ieri mattina nel carcere di Rebibbia gli interrogatori di garanzia dei quattro ragazzi di Artena. Hanno risposto a tutte le domande raccontando la loro versione dei fatti. Ad ascoltarli il sostituto procuratore del tribunale di Velletri Luigi Paoletti che ha contestato ai quattro (c'è anche un quinto indagato di Velletri) il reato di omicidio preterintezionale in concorso, e il Gip del tribunale di Velletri Giuseppe Boccarato. Francesco Belleggia è difeso dall'avvocato Vito Perugini, mentre i fratelli Marco e Gabriele Bianchi e Mario Pincarelli si sono affidati all'avvocato Massimiliano Pica. La famiglia Monteiro ha conferito, invece, l'incarico all'avvocato Domenico Marzi del foro di Frosinone.

«Marco e Gabriele hanno ammesso di essere andati, a bordo di un suv, nei giardinetti di piazza Oberdan a Colleferro, chiamati da alcuni amici per avere un passaggio per tornare a casa dato che erano tutti di Artena». Lo ha detto il loro difensore Massimiliano Pica. «Arrivati nella zona poco distante dai locali hanno trovato un assembramento di giovani. La lite era cominciata ad una quarantina di metri dal locale. Hanno raccontato di aver spinto qualche ragazzo ma di non aver toccato Willy. Neanche hanno potuto vedere chi lo ha picchiato, perché si era formato un semicerchio di persone che impediva loro di vedere cosa stesse accadendo. Anche l'altro mio assistito, Mario Pincarelli non ha partecipato alla rissa ed ha respinto le accuse. Era presente sul posto ma non ha partecipato alla rissa. I fratelli Bianchi sono arrivati sul posto insieme ad un'altra persona. L'aggravante del razzismo non c'è e viene contestato solo l'omicidio preterintenzionale. I miei assistiti non conoscevano Willy. I ragazzi sono dispiaciuti, le famiglie distrutte».

L'avvocato Pica ha annunciato che oggi depositerà in procura a Velletri nuove prove. Avvocato che ieri ha ricevuto minacce nei suo confronti. Anche Francesco Belleggia, difeso dall'avvocato Vito Perugini, ha risposto a tutte le domande durante l'interrogatorio di garanzia e fornito una ricostruzione dei fatti molto dettagliata, da quanto riferisce il suo legale. Era presente sul posto, ma non ha toccato Willy. La famiglia di Willy ha affidato, invece, l'incarico all'avvocato Domenico Marzi, per essere assistita. L'avvocato a margine delle dichiarazioni degli indagati ha evidenziato che «aspettiamo la chiusura delle indagini e poi commenteremo le dichiarazioni degli indagati».

Consulenza tecnico-scientifica
Una consulenza tecnico-scientifica sui vestiti dei quattro giovani arrestati per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte. È quanto disposto dalla Procura di Velletri che sulla vicenda di Colleferro procede per il reato di omicidio preterintenzionale in concorso.
Secondo quanto riferito dai difensori, al termine degli interrogatori di convalida, i pubblici ministeri hanno anche in programma l'analisi dei cellulari e delle telecamere a circuito chiuso presenti nella zona della rissa.

di: Nicoletta Fini