Tornano le telecamere della Rai a Nocione. E lo fanno per riaccendere i riflettori su due aspetti importanti: la nuova scoperta a un centinaio di metri dai rifiuti a cielo aperto dissotterati dopo battaglie e inchieste ventennali di resti di animali da allevamento. E la preoccupazione ancora fortissima dei residenti per la presenza di quei veleni a lungo cercati e su cui ancora si attendono risposte.

Le telecamere Rai hanno calpestato ancora una volta quei terreni verdi. Hanno ascoltato nuovamente l'esasperazione dei cittadini e le loro paure, ora che un nuovo spettro si è sollevato a solleticare le coscienze: possibile che quegli scarti siano "solo" frutto di uno smaltimento improprio quanto illegale? O potrebbero essere il risultato di una macellazione clandestina? La segnalazione partita per un odore nauseabondo proveniente dal pozzo consortile che insiste in quella zona ha trovato riscontro nelle verifiche effettuate dai carabinieri forestali.

Un sopralluogo, alla presenza anche dell'ambientalista Edoardo Grossi (membro dell'Ansmi) che ha confermato la presenza delle carcasse. E ha consentito di aprire mirati accertamenti. In una zona su cui pende ormai da troppi anni l'ombra dei veleni interrati, il rinvenimento ha fatto salire il livello d'allerta.
E montare la rabbia. A fine agosto esattamente come un anno prima un rogo ha anche interessato la stessa area: nel 2019 le fiamme riguardarono proprio quei rifiuti. Quest'anno per fortuna, i cumuli non sono stati attinti, ma è stata una mera casualità: una folata di vento più forte. E il gioco era fatto.