Giustizia. Giustizia per Willy. È il coro unanime che da Paliano a Colleferro attraversa tutta Italia. La notizia del pestaggio a morte di quel ragazzo, dal viso angelico, che si metteva in auto anche quattro volte al giorno per raggiungere il posto di lavoro, che si dava da fare per contribuire a portare i soldi a casa ed essere di aiuto per la sua amata famiglia, ha sconvolto non solo le città di Paliano, Colleferro e Artena, ma tutto lo Stivale.
È difficile, forse impossibile, anche solo pensare di uscire di casa per andare a lavorare e poi trascorrere il sabato sera con amici e non fare più ritorno. È ancora più difficile pensare che qualcuno possa accanirsi contro qualcuno che interviene per difendere un amico. Possa essere ucciso di botte, pestato a sangue. Invece la cronaca di domenica, purtroppo, non lascia spazio ai pensieri. E scrive una delle pagine più tristi.

Il giorno dopo la terribile notizia del pestaggio a morte di Willy nelle città di Paliano di Colleferro non si parlava d'altro. Alle 10.30 siamo arrivati a Paliano, vicino al palazzo comunale. Abbiamo incontrato alcuni cittadini. Prima di avvicinarci abbiamo già sentito in lontananza i discorsi che si facevano nei bar, sui marciapiedi, vicino all'edicola. «Speriamo che venga fatta giustizia». Queste le parole ripetute da molti residenti. I tanti che descrivono Willy come un giovane perbene, buono, grande lavoratore, con la passione per il calcio e per la cucina.

Lutto cittadino a Colleferro
Alle 12 di ieri la città di Colleferro si è fermata per Willy. Siamo arrivati intorno alle 11.30 nel paese dove domenica il giovane è stato ucciso. Tanti i giornalisti anche delle tv e testate nazionali. Presente anche il sindaco Pierluigi Sanna. Un viavai di persone nei giardinetti in Largo Oberdan. Il punto dove è stato pestato il ragazzo è stato ricoperto da fiori, sciarpa della Roma, la sua squadra del cuore, da foto che lo ritraggono e da biglietti. Mentre aspettavamo lo scorrere dei minuti, prima di mezzogiorno, abbiamo visto alcuni cittadini, portare altri fiori e piante e lasciarle nel luogo dove domenica sera c'è stato un momento di preghiera con la presenza di circa mille persone che si sono strette attorno ai genitori di Willy, a papà Armando, mamma Lucia, alla sorella Milena.
Saracinesche abbassate. Il suono delle campane della chiesa e delle sirene di due aziende del posto, Avio ed Italcementi, hanno squarciato il silenzio della città che si è fermata per Willy. Occhi lucidi, lacrime nascoste dietro le mascherine e un lungo applauso al termine del minuto di raccoglimento.

Poco dopo abbiamo raggiunto i vicini locali, in largo Santa Caterina, dove Willy aveva trascorso, come altre volte, il sabato sera con amici. Proprio nel rispetto di quanto accaduto i locali hanno deciso di restare chiusi giù da domenica sera. Cartelli identici affissi sulle saracinesche abbassate di tre locali: "Duedipicche", "Opificio del Gusto" e "A Casa de Nonna".
Il lutto cittadino nelle città di Paliano ed Artena è stato proclamato per il giorno dei funerali.

Preghiere a Paliano
Ieri sera a Paliano nella chiesa dei Cappuccini, poco distante dall'abitazione di Willy, in via Mola del Casale, dove viveva insieme ai genitori e alla sorella, tanti giovani, tanti suoi amici, tanti cittadini di Paliano, si sono stretti attorno alla famiglia del giovane. Hanno pregato per lui, per i suoi cari. Tra i presenti anche il sindaco della città Domenico Alfieri il quale si è subito attivato per aiutare la famiglia.

«Sconforto e disperazione. Questo è quello che prova in questo momento la nostra città per la perdita di Willy - ha detto il sindaco Alfieri - Uno splendido ragazzo che si è trovato nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. Tutta la città si stringe intorno alla famiglia e ne condivide l'immenso dolore. Ora confidiamo nella giustizia». E confida nelal giustizia anche il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna. «Chiederò ogni giorno che giustizia venga fatta, chiederò fino allo sfinimento agli inquirenti di fare chiarezza e proteggere i testimoni ed alla magistratura di assicurare pene pesanti ai responsabili di tali efferatezze: l'omicidio di un ragazzo innocente non può passare come passa uno dolore».

Ore passate in palestra, nei video e nelle foto sui loro profili social sfoggiano i tatuaggi, i muscoli, le auto di lusso, le moto, gli orologi. Una banda che incute timore, spavalda. «Sono il terrore di Artena». La stessa frase ripetuta anche ieri da diversi cittadini. Per loro i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, 24 e 26 anni da compiere a ottobre, esperti di arti marziali miste, e Francesco Belleggia, 23, e Mario Pincarelli, 21, sono i bulli di Artena, che si sentono invincibili e che sarebbero stati protagonisti anche di altre azioni violente. «Hanno soldi e attività e pestano chi si oppone» i commenti di chi li conosce.

Subito dopo l'aggressione a Willy Monteiro sono fuggiti a bordo di un Suv in direzione di Artena, come se non avessero fatto nulla. Come se quei calci e pugni contro il ventunenne intervenuto per difendere un suo amico, fossero state carezze. Come se quella violenza inaudita non avesse provocato nulla di grave. Sono andati a sedersi tranquillamente nel locale di famiglia a bere birra, dove sono stati rintracciati e bloccati dai carabinieri. Le foto dei fratelli Gabriele e Marco postate sui social esaltano il loro legame. Uniti anche dalla stessa passione per le arti marziali. Sfogavano la loro forza nell'Mma (mixed martial arts). Oggi le Mixed Martial Arts (Mma) sono qualcosa di molto diverso rispetto agli albori, uno sport a sé, che mischia elementi di molte discipline differenti: lotta, wrestling, boxe tailandese, kali filippino, ju jitsu brasiliano e ju jitsu giapponese con categorie di peso, regole e a volte uso dei guantini e delle protezioni per i piedi. Una disciplina in cui si fa largo uso di pugni e calci.

Quei pugni e calci che non hanno lasciato scampo, stando alle accuse, al giovane Willy. I fratelli Bianchi hanno quasi un culto per il corpo, a dimostrarlo anche le tante immagini sui social. Immagini diventate ora dei "manifesti" di rabbia contro di loro. Insulti, minacce, contro i fratelli Bianchi e gli altri due arrestati, Pincarelli e Belleggia. Gabriele Bianchi durante il lockdown era stato intervistato per aver aperto nel centro storico di Cori, paese della provincia di Latina al confine con Artena, una frutteria in piena emergenza Covid, "I profumi dell'orto", in via della Libertà. E proprio ieri il sindaco di Cori ha annunciato la revoca dell'autorizzazione alla frutteria.

«La morte del giovane Willy ha sconvolto tutti - sottolinea il primo cittadino - Una violenza inaudita, intollerabile, che non può essere accettata. Sapere che uno dei quattro assassini abbia frequentato la nostra città fa crescere in noi, ancora di più, la rabbia di fronte a questo atto così deplorevole e un forte sentimento di condanna a questa violenza. Per quello che può contare è stato avviato il procedimento di revoca della licenza della Frutteria e auspichiamo che al più presto giustizia sia fatta. La nostra più profonda vicinanza alla famiglia di Willy».

In carcere a Rebibbia anche Mario Pincarelli, appassionato di karate, e Francesco Belleggia. Insieme ai fratelli Bianchi hanno precedenti di polizia chi per lesioni, chi per stupefacenti e non erano nuovi a risse, botte e minacce. Ora devono rispondere dell'accusa in concorso di omicidio preterintenzionale. Indagato anche un quarto giovane, originario di Velletri, probabilmente il conducente del Suv con cui la banda è fuggita lasciando a terra Willy nei giardinetti di largo Oberdan a Colleferro, dopo averlo pestato a sangue. Diretti verso Artena dove poco dopo si sono fermati in un bar a bere tranquillamente birra, come se nulla fosse accaduto. Per loro si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia. Questa mattina alle 10.30 si terranno gli interrogatori. Francesco Belleggia è difeso dall'avvocato Vito Perugini, mentre i fratelli Marco e Gabriele Bianchi e Mario Pincarelli si sono affidati all'avvocato Massimiliano Pica.

di: Nicoletta fini

Gli investigatori non hanno dubbi, sono stati i due fratelli Marco e Gabriele Bianchi, 24 e 26 anni da compiere a ottobre e di Francesco Belleggia, 23, e Mario Pincarelli, 21 anni, i responsabili della morte del ventunenne Willy Monteiro Duarte, residente a Paliano. Sono in carcere da domenica sera, quando sono stati portati via dalla caserma di Colleferro al carcere di Rebibbia. L'accusa è di omicidio preterintenzionale per la morte, dopo una scarica di calci e pugni, al giovane originario di Capo Verde, che ha cercato di difendere un suo amico aggredito da alcuni ragazzi. C'è anche un quinto indagato, un giovane originario di Velletri, denunciato per lo stesso reato ma che resta a piede libero e che secondo l'indagine era alla guida del Suv. Per lui non sarebbero emersi elementi sufficienti per richiedere l'arresto.

I militari dell'Arma ci hanno messo poco a risalire alla loro identità e a rintracciarli. Secondo l'accusa, tutto sarebbe nato vicino ad alcuni locale di Colleferro, in largo Santa Caterina, intorno alle 3.30. Willy stava andando a riprendere l'auto parcheggiata poco distante, quando ha visto il suo amico in pericolo. Non ci ha pensato su ed è subito intervenuto per difenderlo. Un'intromissione che però non sarebbe stata gradita per nulla dal branco. A quel punto sarebbero intervenuti i quattro ragazzi di Artena che hanno pestato a sangue Willy con calci e pugni. Fatale potrebbe essere stato proprio uno dei calci al capo, ma questo lo dirà l'autopsia disposta per domani mattina dalla procura di Velletri. Le indagini sono state condotte dal capitano Ettore Pagnano, comandante della compagnia, dal tenente Agatino Roccazzello del Nucleo operativo e dal maresciallo Antonio Carella, comandate della Stazione. Proprio quest'ultimo ha sentito le urla provenire dalla strada e ha soccorso il ragazzo, ma per lui non c'è stato nulla da fare.

Gli interrogatori
Questa mattina alle 10.30, nel carcere di Rebibbia gli interrogatori. Francesco Belleggia è difeso dall'avvocato Vito Perugini, mentre i fratelli Marco e Gabriele Bianchi e Mario Pincarelli si sono affidati all'avvocato Massimiliano Pica. La famiglia Monteiro ha conferito, invece, l'incarico all'avvocato Domenico Marzi del foro di Frosinone. L'avvocato si avvarrà di un consulente medico legale perché possa assistere agli accertamenti autoptici. Domani alle 9.30 sarà conferito l'incarico per l'autopsia che si svolgerà nell'istituto di Medicina legale di Tor Vergata e sarà effettuata dal professore Potenza.
Ieri abbiamo raggiunto telefonicamente l'avvocato Domenico Marzi, era stato a casa della famiglia di Willy. «Una famiglia ben integrata, perbene. Cittadini di Paliano a tutti gli effetti». L'avvocato condanna «l'azione di violenza, ingiustificata, simile all'episodio di violenza del 24 marzo del 2017 ad Alatri (quando venne aggredito Emanuele Morganti, morto dopo due giorni, ndr).

I processi servono, ma il discorso è più ampio e va al di là della giustizia. I processi servono a irrogare giuste condanne, quello che manca è il sociale, la scuola, la cultura». Marzi parlando soprattutto come uomo rimarca che quando la cultura della violenza prevarica, riprende piede, vuol dire che qualcosa non va. E come avvocato è pronto a far valere le ragioni dei loro assistiti affinché venga fatta giustizia e i responsabili della morte di Willy paghino le loro colpe. Pronti a costituirsi parte civile nel processo i sindaci di Colleferro e di Paliano. Il sindaco di Paliano Domenico Alfieri ha annunciato che «come amministrazione sosterremo tutte le spese del funerale». E dalla Regione Lazio l'impegno a pagare le spese legali nel procedimento per la morte di Willy. «Non lasceremo da sola la famiglia di questo ragazzo scomparso, a cui ci uniamo in questo momento difficile». Questa mattina, dunque, gli interrogatori dei quattro arrestati e domani sarà conferito l'incarico per l'autopsia che si potrebbe svolgere anche nella stessa giornata per restituire quanto prima la salma ai genitori, per portare l'ultimo saluto a un ragazzo amato e stimato da tutti.

di: Nicoletta fini