La scuola ripartirà il 14. Un'esigenza condivisa con le famiglie e gli studenti. La conferma arriva dall'assessore regionale alla Scuola Claudio Di Berardino.
La data resta quella del 14?
«Sul tema della data il ragionamento è questo: quando abbiamo deciso lo abbiamo fatto raccogliendo un'indicazione che emergeva sempre più forte dalle famiglie, dopo la lunga fase di chiusura. Chiedevano che i ragazzi potessero tornare a scuola. Lo abbiamo fatto anche per rimettere al centro il tema della scuola, in un periodo in cui era già nota la data delle elezioni. Quell'appello dei genitori ci sembrava, in quella fase, opportuno. Da quel periodo, insieme a Upi, Anci e Ufficio scolastico regionale abbiamo fatto molti incontri e un grandissimo e proficuo lavoro con gli enti proprietari, comuni e province. Anche i sindaci del Frusinate si sono molto attivati e hanno collaborato con le scuole per trovare spazi alla ripartenza. Sono state emanate una serie di linee guida, le prime di luglio, poi l'accordo tra organizzazioni sindacali e ministero dell'Istruzione per la riapertura in sicurezza del personale, poi le linee guida 06, poi l'adozione del vademecum emanato dall'Iss e accolto dalla Regione qualora dovesse insorgere - speriamo mai - qualche caso Covid.

La Regione Lazio sta realizzando in ogni Asl un gruppo specifico che seguirà le scuole, in più sono state approvate le linee guida sul trasporto scolastico e sullo scuolabus. L'azione di sindaci e province, più le linee guida e tutto il lavoro fatto in vista del 14 settembre, ora dal nostro punto di vista, sarebbe sbagliato archiviarlo. Ovviamente, ci sono le autonomie delle istituzioni scolastiche e delle amministrazioni comunali, qualora si verifichi, in un determinato luogo, un problema particolare vi potrebbe essere una decisione locale e compiere valutazioni diverse. Come Regione, anche se non di nostra competenze, visto che interveniamo nel settore sanitario e trasporti, ci siamo adoperati con tutti i soggetti e, anche con gli incontri di queste ore con i sindaci del Frusinate e delle altre province, siamo con un orecchio attento alle problematiche che le amministrazioni ci mettono in risalto. Non lasceremo nessuno solo. Abbiamo emanato un bando per ricercare spazi pubblici e privati e metterli a disposizione, tutto in un'ottica di grande collaborazione istituzionale e per rispetto di famiglie e ragazzi».

Sul Frusinate quali criticità avete riscontrato?
«Con il passare dei mesi, in particolare da luglio a oggi, la curva sulla ricerca degli spazi si è molto abbassata. Si sta continuando a lavorare per abbassarla ancora di più e per trovare tutti gli spazi ancora utili per metterli a disposizione dei ragazzi. Ovviamente l'obiettivo è garantire una scuola in presenza e si continua a lavorare, e bisognerà continuare a lavorare in questa direzione, anche successivamente se non ci si riesce. Abbiamo detto di monitorare la situazione, anche dopo la riapertura, perché il tema va seguito sempre, vista l'importanza che la scuola riveste per il nostro Paese».

I banchi monoposto arriveranno in tempo?
«Il commissario Arcuri ha detto che alcune consegne si faranno prima del 14, altre entro settembre e termineranno entro ottobre. Inoltre bisogna prestare attenzione sulla richiesta dei sindaci sul tema delle sanificazioni. Ovviamente la riapertura delle scuole deve avvenire in sicurezza».
L'altro nodo è quello delle assunzioni.
«Va dato atto dell'attivismo dell'ufficio scolastico regionale che ha compiuto la sua parte sulle assunzioni, che si stanno completando. Al termine dell'operazione si arriverà a un numero di assunzioni significative, tra 8 e 10.000 unità».