Sacchi contenenti rifiuti speciali, forse anche scarti di pneumatici, tra copertoni e altri tipi di materiale di varia natura. La scoperta è avvenuta a meno di un centinaio di metri dal sito dell'Eureka, interessata dall'incendio che distrutto l'azienda con ripercussioni ancora in fase di accertamento. Un rogo di vastissime dimensioni che ora è al vaglio della procura di Cassino e a seguito del quale sia l'amministrazione di Villa Santa Lucia che quella di Piedimonte hanno emanato apposite ordinanze a tutela dei cittadini.

Proprio per evitare che il sito individuato dagli ambientalisti possa diventare un nuovo "innesco", con un elevato pericolo d'incendio, il rappresentante dell'Ansmi Edoardo Grossi ha presentato un esposto in procura. I sacchi, individuati in un bosco in zona Fucieri, a Piedimonte (a non molta distanza dall'Eureka), sono "alla portata di tutti". Grossi nell'esposto dettaglia quanto trovato in quella zona, le richieste di sopralluogo da parte di alcuni dipendenti della zona industriale per far luce sulla presenza di decine di sacchi abbandonati, le segnalazioni effettuate e i timori relativi proprio al fatto che «a tutt'oggi il deposito risulta incontrollato e potenzialmente pericoloso per l'incolumità pubblica nel caso si sprigionasse un altro incendio». Poi viene chiesto alla magistratura di «valutare eventuali profili d'illiceità penale».

Coltivazioni sempre vietate
Intanto le ordinanze emanate nei giorni scorsi dai sindaci di Piedimonte e di Villa Santa Lucia, Ferdinandi e Iannarelli, che fanno espresso divieto di cogliere e consumare ortaggi, frutta e verdura coltivati in tutto il territorio comunale restano in vigore fino a data da destinarsi. Fino a che, in sostanza, non verranno forniti i risultati dall'istituto zooprofilattico di Roma che sta eseguendo le analisi sugli ortaggi prelevati a ridosso dell'azienda andata a fuoco, non sarà possibile stabilire l'impatto della combustione degli pneumatici andati distrutti lo scorso 23 agosto.
I parametri legati alla qualità dell'aria, stando a quanto reso noto dall'Arpa, si stanno invece normalizzando.