Muore in sella al suo scooter. La procura chiude le indagini e chiede il giudizio nei confronti del quarantaduenne che si trovava alla guida dell'autocarro, coinvolto nello schianto mortale in cui ha perso la vita Roberto Sandirocco, meccanico pontecorvese con la musica nelle vene.

Il trentenne riportò nello schianto avvenuto a luglio del 2019 con un autocarro a poca distanza dall'ingresso dello stabilimento Fca ferite gravissime al torace, al bacino e all'addome: traumi tanto importanti da provocarne il decesso. Inutili i tentativi di salvarlo.
Sul posto, nell'immediatezza, i carabinieri della compagnia di Cassino insieme al 118.

Roberto venne trasferito d'urgenza all'ospedale Santa Scolastica dove il personale medico ha fatto il possibile per strapparlo alla morte. Nella notte, poi, la proposta di trasportarlo a Roma. Ma è stato tutto inutile. Immediata l'apertura di una complessa indagine, affidata alla dottoressa Siravo.

La famiglia, assistita dall'avvocato Roberto D'Auria, ha cercato di fare chiarezza e di capire come sia potuto accadere: dopo una complessa attività che ha messo insieme gli accertamenti dell'Arma alla consulenza tecnica dell'ingegner Pinchera, la procura ha chiesto il processo per il quarantaduenne, chiamato a rispondere di omicidio stradale.

Era trascorsa poco più di un'ora dalla fine dei funerali di Roberto quando la notizia della morte di un altro giovane pontecorvese, Fabio Zonfrilli, tornava a scuotere la comunità. Anche lui era a bordo della sua moto quando si è schiantato in zona Melfi di Sotto contro un tir. A una settimana dalla scomparsa dei due giovani, Pontecorvo ha voluto dedicare loro un momento speciale. Per testimoniare alle famiglie la vicinanza dell'intera comunità è stata infatti organizzata una speciale iniziativa: il sindaco Anselmo Rotondo e gli amici di Roberto e Fabio hanno voluto organizzare una fiaccolata simbolica quanto piena di emozione.

Un fiume umano di persone che in totale silenzio, e con forte commozione, ha percorso tutte le strade. Ad aprire il corteo, proprio le immagini dei due ragazzi.
A Roberto, inoltre, è stata dedicata anche una jam session vista la sua passione per la musica il cui ricavato, per volontà degli organizzatori, è stato devoluto in beneficenza per contribuire alla realizzazione di una scuola in Madagascar in sua memoria. Oltre alla piantumazione di un ulivo a Monte Menola.