È stato uno dei delitti più efferati degli ultimi anni.
Per l'omicidio dell'allevatore di Vallecorsa Armando Capirchio si andrà in appello. Il 12 gennaio 2021 davanti alla Corte d'assise d'appello dovrà comparire Michele Cialei, 54 anni, accusato di omicidio.
Michele, condannato con rito abbreviato a trent'anni nel maggio del 2019, è imputato di omicidio premeditato nonché di occultamento e vilipendio di cadavere. L'accusa aveva chiesto l'ergastolo.

A processo anche il figlio Terenzio, 22 anni, che per i reati di occultamento e vilipendio di cadavere, è stato condannato a due anni e mezzo con pena sospesa e non menzione. Per quest'ultimo è caduta l'accusa di concorso nell'omicidio.

Il 23 ottobre 2017, a Vallecorsa, Armando Capirchio esce di casa per l'ultima volta. Per l'accusa Michele Cialei avrebbe maturato l'intenzione di ucciderlo, manifestata la sera prima nel corso di una cena con amici, per questioni legate al pascolo degli animali.
Cialei accusava Caprichio di avergli ucciso tre mucche, nonostante secondo le analisi dell'Asl quelle bestie fossero morte accidentalmente. Per l'accusa «diceva che gliel'avrebbe fatta pagare e che la mattina seguente sarebbe andato a cercarlo in montagna».

Così Cialei quella mattina, contrariamente alle sue abitudini, uscì di casa imbracciando il fucile con il quale affrontare Capirchio. Quest'ultimo, secondo la ricostruzione del medico legale, confortata anche dai rilievi dei Ris dei carabinieri che hanno effettuato l'indagine insieme ai militari dell'Arma della compagnia di Frosinone, fu colpito con due fucilate, poi colpito con delle pietre e strangolato con un pezzo di ferro.

Quindi il cadavere fu sezionato e nascosto in un antro ad Ambrifi, nel vicino comune di Lenola. Furono i carabinieri a scoprire il cadavere, ritrovato e recuperato il 23 marzo 2018. Tuttavia dal 12 dicembre 2017 i carabinieri avevano arrestano Michele Caieli, il quale rimase per mesi in silenzio. Salvo confessare a marzo 2019.

Michele Cialei è difeso dall'avvocato Camillo Irace, il figlio dall'av vocato Giampiero Vellucci.
Parte civile l'avvocato Filippo Misserville, costituitosi per i figli Patrizia e Daniele Capirchio.