Fiamme alte, altissime, voraci. Dalla strada, sul ciglio, fino alla zona alta, quella del convento di Sant'Angelo in Fortunula. A trecento, massimo quattrocento metri da un'azienda agricola. Un dispiegamento senza precedenti di vigili del fuoco e mezzi aerei per poter domare il fronte di fuoco ed evitare il peggio. Il rogo, partito nella parte alta di Villa Santa Lucia, ha divorato ettari ed ettari di verde, arrampicandosi fino alla zona dai residenti chiamata del "castel Sant'Angelo". Poco dopo le 16 l'allarme. E come domenica, la consapevolezza di dover ingaggiare una guerra durissima.

Sul posto, insieme ai vigili, anche il sindaco Iannarelli che non ha trattenuto il disappunto per un gesto che in prima battuta appare davvero poco casuale.
Per poter stabilire se di dolo si possa parlare con certezza, però, occorrerà attendere la fine delle operazioni di spegnimento delle fiamme, andate avanti fino a tardi. Solo quattro giorni prima un altro rogo di grosse dimensioni ha divorato monte Cairo: Protezione civile, carabinieri e vigili del fuoco al lavoro per ore. A intervenire era stato Edoardo Grossi, ambientalista da sempre in prima fila: «Un inferno a monte Cairo. Alle pendici del monte, giusto a tre anni di distanza, un inferno di fuoco che i vigili del fuoco e la Protezione civile fanno fatica a fermare. Sembra la stessa mano».