Atina ha ottenuto la qualifica di "Città che legge" per il biennio 2020-2021. Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, d'intesa con l'Anci, per promuovere politiche di valorizzazione della lettura come strumento principe per lo sviluppo culturale e civile di una comunità.

Ad Atina l'amore per i libri inizia a scuola grazie a insegnanti appassionati e continua nella ricca biblioteca comunale che ospita oggi oltre 23.000 volumi, tra cui testi in braille e per ipovedenti acquistati qualche mese fa grazie all'aggiudicazione di un bando di gara, così da consentire a tutti di poter godere della possibilità di crescere leggendo. Attraverso la qualifica di "Città che legge" si intende riconoscere e sostenere la crescita socio-culturale delle comunità urbane attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, un valore in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva.

Il riconoscimento appena ottenuto promuove e valorizza l'amministrazione comunale atinate che si è impegnata a svolgere con continuità politiche pubbliche di promozione della lettura sul proprio territorio.
La biblioteca comunale è meta di molti appassionati e studiosi soprattutto di storia locale: custodisce testi indispensabili per coloro che, per studio, lavoro o per passione, sono alla ricerca di notizie e fonti per i loro libri.

Da anni la biblioteca condivide insieme al museo archeologico lo spazio offerto dal vecchio edificio scolastico "Giuseppe Visocchi", e ciò, vista la gran mole di libri e documenti conservati, rende lo spazio insufficiente sia per la lettura che per la consultazione.
Sono di questi giorni le polemiche sorte intorno allo spostamento del museo (c'è chi lo vorrebbe trasferire nei locali dell'ex convento di piazza Garibaldi e chi nel palazzo Ducale). In ogni modo, il momento per trasferirlo è quello giusto. Ne beneficerebbero sia il museo che la biblioteca.