Esplosione a Rocca di Papa a giugno del 2019 a seguito della rottura accidentale di un tubo del gas, danneggiato durante alcuni lavori. A perdere la vita nel tremendo rogo furono il sindaco della città Emanuele Crestini e il suo delegato Vincenzo Eleuteri. Nell'esplosione ci furono numerosi feriti tra cui alcuni bambini. Chiesta la proroga delle indagini preliminari in relazione ai tre indagati, il geologo incaricato dei lavori e due fratelli monticiani, Emiliano e Norman Abballe, responsabile legale e tecnico della TecnoGeo che si era aggiudicata l'appalto degli interventi. Quest'ultimi sono difesi dall'avvocato Nicola Ottaviani.

La vicenda giudiziaria
Disastro colposo, lesioni gravi o gravissime colpose e duplice omicidio colposo: queste le accuse contestate dalla procura di Velletri ai tre indagati per l'incendio del palazzo comunale di Rocca di Papa.
In relazione ai tre indagati è emersa una serie di questioni per cui si è reso necessario svolgere alcuni approfondimenti. La dottoressa Lombardi incaricata dal gup ritiene sia necessario, infatti, fare ulteriori verifiche.
Dunque approfondimenti sulle mappe a disposizione delle imprese che hanno fatto i lavori e il ritrovamento effettivo del tracciato.

Si rende necessario capire come ci sia stata la propagazione del gas all'interno della struttura. Non è esclusa l'accensione di una lampada o di una luce all'interno o all'esterno dell'edificio che possa aver provocato l'innesco. Richiesta anche la proroga per l'informativa finale delle forze dell'ordine.
La perizia iniziale si è trasformata, dunque, in una super perizia per fare luce su quanto accaduto.
Non si esclude che alla luce di ulteriori approfondimenti possano essere risentiti testimoni presenti sul posto al momento dello scoppio.